Verdetto di parità Cristofori rimane campione italiano
L’altra sera in piazzetta Trepponti complicato match con l’esperto Loriga Il Drago supera le difficoltà e doma la sete di vittoria dello Squalo rossoblù
Comacchio
Verdetto contrastato, due pareggi e un successo per il campione in carica: tanto basta a Nicola Cristofori per tenersi stretta la cintura tricolore dei pesi welter. Nessuno dei tre giudici, in ogni caso, ha visto vincere lo sfidante, quel Tobia Loriga salito da Crotone per riprendersi il titolo italiano alla bell’età di 41 anni: 97-94 per Cristofori a parere di Bibiani, 95 pari secondo Canzian e Ruggeri. E la regola è che a prevalere sia la maggioranza, quindi verdetto di parità.
Sul nostro personale taccuino ritroviamo lo stesso punteggio del primo giudice, con le riprese dalla seconda alla quinta a vantaggio del welter ferrarese, la settima allo sfidante e le altre in parità. Sì, perché se è vero che a fare il match è stato Loriga, come doveva essere per chi dà l’assalto al titolo altrui, è altrettanto vero che Cristofori non è solo scappato dagli assalti dello Squalo rossoblù: il Drago si è certo mosso tanto sul quadrato, è arretrato, ha girato in tondo, concedendo il più delle volte il centro del ring al calabrese; ma lo ha anche affrontato, sfidandolo apertamente (talvolta sin troppo, certe leggerezze guascone non si concedono a un avversario che in carriera ha pure affrontato il campione del mondo Julio Cesar Chavez a casa sua, in Messico...), cercando e trovando maggiore precisione nei colpi, fosse il jab portato con il destro o l’affondo, più o meno largo, con il sinistro.
Prima che la sfida andasse in scena, nelle chiacchiere per ingannare l’attesa, avevamo chiesto all’ex campione del mondo Alessandro Duran, che per il titolo italiano dei welter ha combattuto 17 volte in carriera, battendo anche quel Paolo Pesci ora maestro proprio di Loriga, cosa si aspettasse dal match: «Bisogna vedere come Nicola reagisce alle difficoltà, che certamente arriveranno». Non è che Duran ha la palla di vetro, è navigato uomo di boxe e ha colto nel segno: alla fine del settimo round le difficoltà sono arrivate eccome, ma l’altra sera a Comacchio si è visto un Cristofori più maturo, cresciuto anche tecnicamente, e le ha sapute affrontare. Dunque, onore al campione.
1º round. Avvio di studio, con Cristofori a portare una serie di colpi dritti a due mani, ma da lontano, senza incidere. Loriga replica, ma il Drago è bravo a togliergli la misura.
2º round. Sinistro, ancora destro e sinistro del mancino di casa. Altri due sinistri portati precisi al volto dell’avversario.
3º round. Loriga insegue, Cristofori scappa, gli toglie le misure, non gli lascia accorciare la distanza. Lo punzecchia allungando il destro.
4º round. La sfida s’accende, si fa guascona. Cristofori mette subito un sinistro pesante, Loriga reagisce, ma l’azione è confusa. Altri due sinistri chirurgici del campione, poi è Loriga a toccare di destro, ma Cristofori lo guarda fisso negli occhi e scuote la testa, come a dire “non mi hai fatto niente”.
5º round. Il match ha preso una piega precisa. Loriga a caccia del topo, che scappa, si ferma, gli danza davanti e lo punge. O lo colpisce, con altri due sinistri che vanno a segno.
6º round. Scivola e cade Cristofori, come aveva fatto due volte nel round precedente l’avversario: il quadrato è bagnato e il match si fa difficile.
7º round. Loriga tocca di destro, replica di sinistro Cristofori. Appena riesce ad accorciare le distanze, lo sfidante colpisce a due mani, ma non è efficace. Lo è, invece, a fine ripresa, quando il suo destro va a segno: è il colpo che gli ridà fiducia e può riaprire il match.
8º rund. Loriga, dall’alto della sua esperienza, sa di essere indietro nei punti e cerca il colpo decisivo, quel gancio che può ribaltare il verdetto. Cristofori resiste, esce bene quando è chiuso alle corde.
9º round. Il tema non cambia, ma entrambi i pugili appaiono stanchi e le loro azioni confuse.
10º round. Loriga “all’arma bianca”, con grandissima volontà, alla ricerca di un titolo che sente suo, ma non trova precisione nei colpi. Cristofori resiste, schiva, lega l’avversario. —
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