La Spal sogna qualcosa di bello Un anno assieme alla borghesia
La salvezza rimane sempre l’unico obiettivo. Ma dopo un mercato appagante crescono le ambizioni di soffrire meno
ferrara
Da “Inzaghino” a “SuperPippo”. È la famiglia Inzaghi che tiene a battesimo il debutto stagionale in Serie A della Spal. L’anno scorso fu l’Olimpico ad aprire i battenti: biancazzurri contro la Lazio di Simone. Stasera è il Dall’Ara che ospita il vernissage estense: il Bologna di Filippo (Inzaghi) accoglie una Spal con maggiori consapevolezze rispetto alla scorsa annata. L’obiettivo estense non muta, il modo per arrivarci magari sì.
Mister Semplici ha un altro rendez vous con la storia e con l’ambizione e ieri, in conferenza stampa, non s’è sottratto: «Quando fisso un appuntamento faccio di tutto per essere puntuale». Un posto al sole è lì, che aspetta. Il mercato orchestrato dalla società, grazie all’enorme sforzo finanziario prodotto dai Colombarini, ha fatto tesoro delle esigenze manifestatesi nella scorsa stagione. Lo staff ha iniettato robuste dosi di fisicità ed esperienza, qualità indispensabili per reggere agli scossoni della massima serie. La rosa intriga, convince. Appaga il trainer. Tra nuovi arrivi e conferme (nessuno dei mammasantissima è stato ceduto), la Spal sale sul palcoscenico con ottimismo e umiltà. «Abbiamo un anno di esperienza - sussurra mister Leo -: non più timore ma rispetto. E io, per carattere, sono ambizioso».
In realtà la “Gazzetta” ha spiaccicato i biancazzurri al terzultimo posto, nelle previsioni della rosea estensi retrocessi al pari di Chievo e Frosinone. Semplici fa l’occhiolino, quasi a dirti: “Pure l’anno scorso ci davano per spacciati. Dai così, che per scaramanzia porta bene”. E allora, dai così. Perché in realtà, senza poterlo/volerlo dire, in casa biancazzurra punge vaghezza di intraprendere un cammino differente. Essere una sorta di cuscinetto tra la “media borghesia” del pallone e la classe operaia. Ovvero navigare subito dietro le formazioni uscite ingigantite dal mercato e cullate da un bacino d’utenza importante: vedi Fiorentina, Torino, Atalanta, Sampdoria. Sarebbe bello se la beneamata Spal godesse di un margine rassicurante sulla zona rossa (ipoteticamente Empoli, Frosinone, Udinese, Chievo, Parma) e si giocasse cammin facendo un posto per la zona centrale della graduatoria. «Vogliamo fare qualcosa in più - sottolinea Semplici -, quanto di più si vedrà».
Ecco, l’idea di provare a vivere un’annata leggermente più salubre rispetto alla scorsa può diventare una consapevolezza da far avanzare nella testa tra spintoni e gomitate. Ci sono alcune qualità che la Spal non deve perdere, neanche una briciola va gettata. Uno: la maturità ambientale gettata in faccia a tutte le enormi difficoltà. Due: l’entusiasmo. Sfidare Inter, Juventus, Napoli, Milan e Roma non è più una novità attesa da generazioni, si faccia in modo che non subentri una sorta di assuefazione. Essere sul monte Olimpo rimane una cosa meravigliosa e non scontata. Tre: lo spogliatoio non perda unione e cameratismo. Anche questo granito è servito a fare diga e quando qualcuno è stato estraneo emotivamente (vedi Borriello) i margini non potevano che essere la sua destinazione. I nuovi arrivi, pur con esperienze variegate e differenti, sembrano della stessa pasta della vecchia guardia. In fondo i Missiroli, Petagna, Fares e Valdifiori conoscono il pane duro della provincia. Insomma, partenza con missione salvezza. Chiaro. Poi, senza arroganza, hai visto mai... —
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