Semplici sorride «Abbiamo mostrato grande personalità»
Il tecnico biancazzurro: devo ringraziare la società e Vagnati per i giocatori che mi hanno messo a disposizione. Certo, dovevamo gestire meglio il finale
Alla vigilia “SuperPippo” aveva chiesto un Bologna che potesse essere «il rompiscatole del campionato». Per adesso ha trovato il gattino dispettoso con le unghiette affilate: la Spal di Mister Leo ha fatto il dispetto. Infatti, a fine match, Inzaghi arriva in sala stampa pallido e afono. «Accetto il verdetto del campo, ma il pari ci stava. Loro palo e gol, noi palo e fuori».
Semplici non replica. Sorride. Per lui da “Inzaghino” a “SuperPippo” il debutto è una delizia. L’anno scorso 0-0 all’Olimpico contro la Lazio guidata da Inzaghi junior, ieri al Dall’Ara il colpaccio contro il Bologna di Inzaghi senior. «Mica facile esordire qui e in un derby, contro un avversario esperto - attacca il trainer spallino -; ho visto la mia squadra stare bene in campo, rischiando poco o il giusto. Sono contento perché la Spal ha giocato mostrando personalità, identità e organizzazione».
Tre punti che danno slancio all’ambiente, ovviamente l’obiettivo salvezza non cambia. Neppure un millimetro di ambizioni diverse rispetto alla vigilia, semmai può cambiare il modo di arrivarci. E va detto che se al Bologna non difetta esperienza, questa Spal uscita dal mercato mica è costruita con calciatori acerbi. Missiroli debutta come fosse a Ferrara da una vita, Petagna si sbatte... Semplici annuisce: «Infatti devo ringraziare la società e il ds Vagnati per i giocatori che mi hanno messo a disposizione. E devo anche applaudire i tifosi che non hanno mai smesso di sostenerci».
Il derby, una volta sbloccato con il siluro di Kurtic, avrebbe dovuto essere messo in ghiaccio. Invece, quasi quasi ci scappava la frittata. «In effetti dobbiamo gestire meglio il possesso palla nel finale - ammette Semplici -; penso ad alcune palle perse in fase di ripartenza, che potevano farci correre il rischio di prestare il fianco al contropiede. E negli ultimi istanti, quando Antenucci s’è trovato davanti al portiere. Magari, invece di tirare una seconda volta, sarebbe stato più opportuno girare al largo. La partita ormai era finita».
Rimane un successo che fa storia e che potrebbe dare un senso differente al campionato biancazzurro. Senza montarsi la testa, però gettando quella fierezza che si annusa nei paraggi estensi. «Ribadisco: dal mercato sono arrivati calciatori di qualità e che al contempo hanno voglia di emergere. Dai, ci siamo imposti grazie a voglia e determinazione. Missiroli subito? Lo conosco bene e sapevo non avrebbe avuto problemi di inserimento. È uno che sa fare la mezzala come piace a me e al mio staff». A centrocampo, del resto, l’abbondanza non manca. «E penso - aggiunge Semplici - che Schiattarella e Valdifiori possano coesistere. Sì, possiamo fare bene. Ma la salvezza resta il nostro obiettivo».
Pippo Inzaghi, si intuisce, è il ritratto della delusione. «Abbiamo fatto bene la prima mezzora - sussurra -, poi meno. La Spal ha giocato “bassa”, puntando sulle ripartenze. Non ci ha mai impensierito mentre noi, nel primo tempo, avremmo potuto segnare. È ovvio che possiamo e dobbiamo migliorare: l’unica ricetta che conosco è il lavoro. Siamo caduti, lo ricordo, per una questione di centimetri sui pali. Non è andata bene, pazienza. L’ambiente non deve certamente demoralizzarci, siamo solo all’inizio di un lungo percorso. Quando perdi è tutto più difficile, chiaro. Ma la fiducia non può venire meno». —
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