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Genova, il mercato e il derby nel cuore di Vagnati

Marco Nagliati
Davide Vagnati, diesse della Spal
Davide Vagnati, diesse della Spal

Il diesse ferito dal dramma nella sua città, ma orgoglioso della squadra che ha costruito

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FERRARA. La mente ancora al derby, il cuore che porta al dramma di Genova. E’ un Davide Vagnati double face quello che apre la settimana spallina. Chiude il cerchio sul mercato che è stato dopo il debutto vittorioso di domenica dei biancazzurri (0-1 al Dall’Ara contro il Bologna), volge lo sguardo all’orizzonte sul futuro della beneamata.

«Ho pianto per Genova»

Prima, un pensiero alla “sua” Genova così duramente colpita nei giorni scorsi: «Ho pianto. E’ crollato uno dei simboli della città, per non parlare dei morti».

Meglio spostarci sul piano sportivo, su una Spal che per molti è uscita rafforzata rispetto all’anno scorso: «Sì, credo anch’io che ci siamo migliorati. Del resto dovevamo farlo: questa stagione è ancora più difficile. Le neopromosse hanno una storia alle spalle, un blasone di cui tenere conto. E una potenza economica non indifferente. Sono contento di quanto abbiamo fatto per quelli che sono i nostri obiettivi (la salvezza, ndr) e per il budget a disposizione».

Intanto, lo zoccolo duro della scorsa annata è rimasto: resistendo alle sirene. Vagnati spiega: «Quando i calciatori non sono sul mercato o li strapaghi oppure non riesci a prenderli. Le chiacchierate rimangono virtuali». Come dire che Vicari e Lazzari erano, di fatto, blindati.

Il dualismo Viviani-Valdifiori

Non altrettanto Federico Viviani, par di capire con l’arrivo di Mirko Valdifiori. Sospiro del diesse biancazzurro: «L’anno scorso ci ha dato tanto e anche quest’anno potrà darci una mano – afferma Vagnati -; Valdifiori, per quanto a livello di carta stampata se ne sia parlato tanto, è un’opportunità emersa soltanto alla fine del mercato. Abbiamo pensato di poter produrre questo sforzo ulteriore per potenziare la rosa. Tutto qui».

L’aggiunta di Missiroli ha ulteriormente impreziosito il reparto. Okay la concorrenza e il fatto di non avere necessità di cedere, però è chiaro che Viviani può partire. Se non ora all’estero, magari a gennaio.

Intanto, due riflessioni su quanto accaduto tra luglio e agosto. Niente Alberto Grassi e il colpaccio Johan Djourou:. «Una nostra filosofia di mercato è quella di creare un patrimonio giocatori. Quindi non utilizzare le risorse soltanto per ingaggiare calciatori in prestito. Abbiamo parlato col Napoli e non è stato possibile definire l’operazione. Djourou? Trattativa complessa, ma l’ho fatto firmare quando era in vacanza in Oman. Subito dopo tante squadre l’hanno cercato, ma io l’avevo già bloccato grazie all’entusiasmo della piazza che gli ho ben spiegato e alla serietà di staff e società».

Il derby

La vittoria nel derby col Bologna, una Spal che pare avere maggiori certezze rispetto ad un anno fa. C’è di che alzare i calici. Vagnati fa subito la faccia dura: «Alt, il nostro obiettivo rimane la salvezza. E ci sarà da soffrire».


 

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