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Il gigante intelligente Kurtic può cambiare l’equilibrio della Spal

Andrea Tebaldi
Il gigante intelligente Kurtic può cambiare l’equilibrio della Spal

Spesso fa un lavoro oscuro, ma talvolta manca di continuità di rendimento Adesso con due attaccanti di movimento può incidere di più sottoporta

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«Jasmin Kurtic è un grande giocatore, su di lui ci sono giustamente aspettative molto elevate, perché tutti gli riconosciamo grandi doti. Quello che forse gli manca è la continuità di rendimento e se avesse anche questa, probabilmente non sarebbe a giocare qui con noi ma in un’altra squadra». Questa fotografia del centrocampista - autore della bellissima rete che ha deciso il derby a Bologna a favore della Spal - è di mister Leonardo Semplici. Ed è difficile dare torto al trainer fiorentino, che ha tracciato un punto molto lucido sul giocatore.

IL RUOLO

Arrivato alla Spal a gennaio, a differenza dell’altro arrivo Cionek, ha avuto un impatto meno dirompente del compagno sulle partite e spesso non è riuscito a incidere. Anche se ha effettuato un lavoro spesso oscuro di raccordo, che nell’economia di diverse partite della Spal ha avuto il suo peso. Kurtic è stato provato nel corso della scorsa stagione anche come trequartista in appoggio a una sola punta (nella fattispecie Antenucci), ma quello si è visto non essere il ruolo che interpreta al meglio. Come non viene visto come centrocampista centrale. Semplici gli ha quasi sempre affidato il ruolo di mezz’ala, sia a destra sia a sinistra. Quella offerta domenica sera a Bologna è stata sostanzialmente la tipica prova di Kurtic in biancazzurro, tra alti e bassi, impreziosita però da una perla rara. Molti i palloni persi o gestiti male, ma si era fatto notare in positivo principalmente in fase di copertura, per dare una mano a Lazzari in occasione delle avanzate di Dijks. Sul fronte offensivo presenza impalpabile in campo.

IL GOL

Poi all’improvviso il lampo. E che lampo. Uno di quelli che cambiano la storia delle partite. Riceve palla sulla tre quarti, prende il coraggio a due mani, come gli chiede spesso di fare l’allenatore, e fa partire una bordata da fuori area: palo interno e palla che si va a insaccare dove Skorupski non può proprio arrivare. Una conclusione che ha fatto ricordare a più di una persona il bolide calciato da Giorgio Zamuner in un altro Bologna-Spal che non si cancellerà mai dalla memoria dei tifosi biancazzurri. Kurtic ha così scatenato il tripudio dei tantissimi spallini al Dall’Ara.

LE CARATTERISTICHE

Se dal punto di vista offensivo riesce a essere così determinante, tutta la Spal ne trarrà giovamento. Esattamente come avvenuto a Bologna, o a Verona lo scorso anno in occasione della sua prima rete spallina: chi ha i mezzi e il coraggio per sferrare una conclusione di quel tipo dovrebbe provarci a più riprese nel corso delle gare. Come si dice a scuola, visto che ha dimostrato che i mezzi li ha tutti, ora c’è la giusta aspettativa che li usi sempre, eliminando quei troppi passaggi a vuoto che hanno caratterizzato molte delle sue partite con la Spal.

Per di più, quest’anno che ha la possibilità di giocare in una squadra con un attacco con due punte come Petagna e Antenucci, che non stazionano sempre sotto porta, ma svariano molto, favorendo gli inserimenti dei centrocampisti e delle mezze ali in primo luogo.

LA CONCORRENZA

Per Kurtic l’obiettivo quest’anno deve essere quello di arrivare a segnare un numero importante di reti. A centrocampo c’è tanto “traffico” in casa Spal, ci sono al momento otto giocatori per tre posti. Se Kurtic riuscirà a trovare anche continuità, sarà difficile togliergli la maglia da titolare.

Patron Francesco Colombarini ha evidenziato che «quello di Kurtic è un eurogol e sarà difficile vederne altri di questo tipo in tutto il campionato». Sta ora alla mezz’ala cercare di sorprendere il patron, segnando altri gol così (decisamente il più bello della giornata di A) per la gioia dei tifosi biancazzurri. Che hanno vissuto una notte d’estate da sogno con quel dolce rumore dei due pali - per la Spal palla dentro e per il Bologna fuori – impresso nella memoria. —

Andrea Tebaldi

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