Spal, i primi passi per una stagione al top Schiattarella tuttofare e Petagna che si batte
L’esordio di Bologna ha confermato le riflessioni della vigilia Semplici ha una rosa con più soluzioni rispetto ad un anno fa
ferrara
Un filo di beatitudine collega il nastro d’asfalto che unisce Ferrara a Bologna. Sarà una settimana lieve, passando dal rossoblù ad un Dall’Ara colorato di biancazzurro. Dal derby vinto domenica sera contro i felsinei di mister Inzaghi al derby della prossima domenica contro il Parma (ore 18). Sempre a Bologna, per una volta campo di casa estense. Già due giorni fa, la Spal s’è impossessata dell’arena. Un lampo siderale di Kurtic ha posato le ali della vittoria sulle spalle biancazzurre: debutto con tre punti alla seconda stagione consecutiva in Serie A. Ferrara non piegava il capoluogo di regione, in un sfida nella massima serie, da 51 anni.
La partita contro il Bologna non è stata tecnicamente eccelsa, non gladiatoria sotto il profilo agonistico. Arruffona in taluni momenti. La prima è sempre così: imperscrutabile e volubile. Di sicuro la Spal ha corso pochi rischi (giusto una parata di Gomis nel primo tempo su diagonale velenoso di Palacio), di certo il Bologna non ha saputo alzare i ritmi. Mostrando, peraltro, pochezza di palleggio e personalità. E la squadra di mister Semplici s’è atteggiata come si sperava: prudente ma pronta a graffiare. Priva di ansia e di affanni. Anzi, man mano che il match è proseguito Schiattarella è cresciuto in regia, la squadra ha alzato il baricentro. Il 59% di possesso palla indica come i biancazzurri non abbiamo solo badato a non prenderle. S’è sostenuto che il mercato è stato figlio dell’esperienza dell’ultimo anno: quindi calciatori forti fisicamente, tecnici e di carattere. Il primo test non ha sconfessato le indicazioni. Missiroli, testa alta e gamba, sembrava uno di famiglia. Petagna il totem che si batte e si sbatte, che però non effettua solo lavoro oscuro: a Bologna è stato lo spallino che ha tirato di più (sfiorando la rete nella ripresa: miracolo in tuffo di Skorupski). L’intesa con Antenucci è tutta da affinarsi. Intanto i due si cercano ed è cosa più che buona.
In retroguardia Cionek s’è espresso ai livelli di inizio gennaio, quando arrivò dal Palermo e fece la differenza. Poi finì la stagione in calo. Domenica è parso tirato a lucido. Poco sollecitato Vicari, ma attento con alcune chiusure determinanti e di pura “lettura”. Qualche sbavatura qua e là, eppure tonico pure Felipe. Quando Djourou sarà al top, il trainer spallino avrà un bel daffare a gestire e ruotare. Ancora più ampia la scelta a centrocampo. Schiattarella, col Bologna, s’è mosso da metronomo. Così così nel primo tempo, molto bene dopo l’intervallo. In quel ruolo, in futuro se non già domenica prossima, giocherà Valdifiori. Che può convivere con uno Schiattarella spesso - in passato - schierato a destra dove ora c’è Kurtic. Jasmin può però giostrare anche a sinistra, lì anzi può risultare più pericoloso: vedi l’altra sera. Everton entra a va a destra, Kurtic cambia fascia e subito segna. Ecco: Valdifiori, Kurtic, Missiroli, Schiattarella e il sempre ringhiante Everton Luiz che ha il pregio di entrare subito in partita partendo dalla panchina. Senza dimenticare Valoti. Tanta roba da maneggiare per Semplici. Del resto se si vuole fare un passetto in più, la rosa va inevitabilmente allargata. Presto per dirlo, però dai: questa Spal promette bene. Se rimane umile e unita. —
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