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La Spal rivede il Parma dopo 32 anni. Quando le sfide erano Galeone-Sacchi

Paolo Negri
La Spal rivede il Parma dopo 32 anni. Quando le sfide erano Galeone-Sacchi

Nell’85/86 due partite indimenticabili. Cervellati ricorda: «Facemmo 3 punti senza mai passare la metà campo»

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FERRARA. Spal-Parma, Parma-Spal... Le ultime sfide, ormai è passata una vita, significavano Galeone contro Sacchi. Mica roba da ridere, allenatori che hanno profondamente inciso (ognuno a modo suo, certo con una rilevanza diversa dice la storia) sul calcio italiano. Era serie C, ma per qualità degli interpreti e cornice sembrava serie A. Domenica a Bologna, dunque in... campo neutro (causa la nota indisponibilità del “Mazza”), Spal e Parma torneranno ad affrontarsi, sul massimo palcoscenico.

Ma come non rammentare i citati precedenti? Riccardo Cervellati, che difendeva i pali di quella Spal, ne ha un ricordo nitido: «Ci pensavo domenica sera, tornando da Bologna con Alessandro Baiesi. Spal e Parma non si sono mai più incontrate da quell’85/86. Bei ricordi. E posso dire una cosa: la vittoria all’epoca valeva ancora 2 punti. Bene, ne raccogliemmo 3 in due gare senza... mai passare la metà campo». Possibile? Cervellati garantisce: «Possibilissimo. Giocandoci contro, già l’anno prima quando allenava il Rimini ed aveva giocatori normalissimi, mi resi conto di come Sacchi stava rivoluzionando il calcio. Impressionante. Non sapevamo cosa fare. E, si badi, il nostro allenatore era Galeone, mica uno qualsiasi. E avevamo gente come Ferretti, Bresciani, Perinelli, Paradiso... Comunque, Spal-Parma all’andata, nell’85: 1-0 per noi, punizione laterale di Ferretti a poco dalla fine, dopo che avevamo sofferto per tutta la partita. Al ritorno fu anche peggio, nonostante lo 0-0 finale».

Un risultato col marchio di fabbrica di Cervellati: «Un assedio, sotto la pioggia. Giocammo tutto il match in difesa. Anzi, nella nostra area. Non riuscivamo proprio a uscire. Il Parma colpì due pali, parai un rigore a Zannoni, feci diversi altri interventi decisivi. Loro avevano Landucci, Mussi, Bianchi, Bordin, Signorini, gente che poi ha fatto la A per tutta la vita. Impensabile paragonare quelle gare, quel livello, anche con la B di adesso: qualità, contesti, cornici del tutto diverse». Sacchi avrebbe voluto Cervellati al Parma: «Sì, dopo quella gara. Fu il mio miglior anno alla Spal, in estate Sacchi cercò di farmi acquistare. Lo seppi dopo, a giochi fatti, con l’affare che non si concretizzò».

Domenica, al Dall’Ara, Spal contro Parma per la seconda giornata di campionato. Sensazioni? «Il Parma è ancora un po’ un mistero. Ha compiuto diversi investimenti, la società è forte e lo staff tecnico molto valido, ma il salto dalla B alla A è pazzesco per chiunque. Il Parma deve prioritariamente pensare a salvarsi. Quanto alla Spal, a Bologna l’ho vista decisamente meglio dei rossoblù. Missiroli è un buon giocatore e la squadra ha un suo perché, chiaro che l’obiettivo rimane la permanenza in categoria. Intanto, spero che domenica faccia un’altra bella partita». –


 

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