“AnteSeven” implacabile Ma il motorino Lazzari è l’anima di questa Spal
Domenica a Bologna assist al bacio di Manuel per il bomber E adesso il laterale sta variando anche le scelte offensive
ferrara
Nella cartolina di fine estate, che ritrae la prodezza balistica di Mirco Antenucci contro il Parma, entrano di diritto anche il volto e il piede destro di Manuel Lazzari. I paragoni sul gol vittoria della Spal di domenica scorsa si stanno spendendo, visto che se quella rete l’avesse segnata un Cristiano Ronaldo (giusto per fare un esempio) avremmo potuto assistere a replay e commenti anche su rubriche specializzate di enogastronomia. Così, per dire.
arcobaleno e zidane
Sta di fatto che se l’arcobaleno destro di Mirco AnteSeven viene associato al divino sinistro di Zinedine Zidane nella finale di Glasgow (Champions 2002), allora al tempo stesso si può affermare che Manuel Lazzari – nella circostanza – abbia fatto meglio di un certo Roberto Carlos. Sì, perché l’ex numero 3 del Madrid in quell’occasione scodellò un po’ a caso un pallone morbido al limite dell’area di rigore poi trasformato dal fantasista francese, mentre al Dall’Ara di Bologna “Manuelito” Lazzari ha volutamente apparecchiato la sfera sul destro dell’amico molisano. Un po’ come dire “eccola Ante, pensaci tu”. Detto, fatto. Un assist al bacio, figlio di una seconda prestazione stagionale a livello alto e accelerato.
volontà di conferma
Ma su questo c’erano pochi dubbi. Perché se la Spal è riuscita a trattenere Lazzari a Ferrara anche nell’ultima sessione di calciomercato, significa che la volontà del giocatore di rimanere nella giostra estense (e di rinnovare con la Spal) ha pesato tanto e conseguentemente le motivazioni non possono che stimolare gambe, corpo, cuore e cervello a mantenersi su livelli ormai conosciuti alla platea del massimo campionato. Rimanendo alla Spal e rinunciando a qualche team di media/quasi grande fascia, Lazzari ha perso l’occasione della carriera o ha guadagnato un ulteriore anno di valorizzazione e crescita? La risposta potrebbe e dovrebbe essere la seconda, perché la Spal - questa Spal, identitaria, tosta e consapevole - darà ancora tanto a un giocatore che conosce a memoria meccanismi di gioco, compagni, ambiente e tutto ciò che sta attorno al mondo biancazzurro. Perché nel calcio una stagione super abbaglia gli occhi e fa sobbalzare dalle sedie, ma un’ulteriore riconferma ad alti livelli vale ancor di più in termini di credibilità. L’esterno in maglia 29 è un tutt’uno con la Spal, con la sua gente e con la sua corsia laterale. Il bolognese Dijks ha tentato di limitare i danni, mentre Gobbi probabilmente è ricorso a un Aulin serale. E’ chiaro ed evidente che tutti gli avversari della Spal - conoscendo l’esterno di origini venete - tentino di porre le maggiori contromisure per limitarne velocità ed efficacia.
le scelte
Ma Lazzari sta crescendo e oltre a migliorare sotto l’aspetto tecnico (ovviamente si può far ancora meglio) sta lavorando molto dal punto di vista delle scelte. E non stiamo parlando solo di ultimo passaggio. Lazzari parte e predilige il lato largo, ma in queste prime due uscite non ha disdegnato inserimenti tra il terzino e il centrale di sinistra avversario. Lazzari sta imparando a esplorare il campo, non limitandosi più ad un unico binario dell’alta velocità. E diciamoci la verità: con centrocampisti qualitativi come Valdifiori (ne abbiamo visto un primo assaggio interessante) o con compagni d’attacco offensivi alla Petagna, assist e spazi in cui incunearsi potrebbero diventare una piacevole panacea domenicale. Insomma, Lazzari continua a essere uno dei punti cardinali di questa Spal. —
Alessio Duatti
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