La Nuova Ferrara

Sport

la tecnologia nel calcio 

Ceferin frena la Var: «Non mi convince Niente Champions»

Ceferin frena la Var: «Non mi convince Niente Champions»

Il presidente della Uefa blocca la sperimentazione nei quarti «Un giorno la useremo, ma servono regole e attrezzature»

2 MINUTI DI LETTURA





ROMA

È stato Aleksander Ceferin in persona a smentire ufficialmente la notizia dell'introduzione della Var nella prossima Champions League, a partire dalle partite valide per i quarti di finale. «Non so da dove provenga questa notizia, che è falsa - ha dichiarato il presidente dell'Uefa -. Il nostro organismo non pensa di introdurre la Var dai quarti di Champions di quest'anno: questo strumento non mi convince ancora, ci sono delle cose da chiarire». La chiusura di Ceferin alla Var è netta. Già da settimane si vociferava di un ricorso al sistema di supporto arbitrale, come confermato dal Times, che ipotizzava di come i vertici del calcio fossero rimasti impressionati dai miglioramenti arbitrali riscontrati ai recenti Mondiali in Russia e avrebbero poi discusso della possibile introduzione della Var nel più prestigioso torneo europeo durante il Direttivo in programma nel prossimo week-end, a margine del sorteggio di Champions ed Europa League. «L'ho detto al designatore Rosetti: sappiamo che un giorno dovremo usarla - le parole di un Ceferin più che mai deciso e risoluto - ma bisogna capire chi decide e quando usarla. Ma non solo: cosa vedono gli arbitri e cosa no».

Dopo le proteste e le polemiche al termine delle partite dalla fase finale dell'ultima Champions, da Real Madrid-Juventus a Roma-Liverpool, passando per Bayern Monaco-Real Madrid, sembrava assai probabile un'apertura da parte dell'Uefa. Invece, il presidente Ceferin ammette che «noi non ne abbiamo parlato». «Io non sono ancora convinto della Var e chi decide quando usarlo - ammette il presidente dell'Uefa -: l'arbitro o l'assistente? Il pubblico non capisce. L'ho detto a Rosetti, quando saremo pronti dovremo scegliere la tecnologia. Perché noi giochiamo in tutta Europa, non è un solo campionato. E abbiamo bisogno di un regolamento». Sullo sfondo, le elezioni Uefa di febbraio e una difficoltà oggettiva di federazioni piccole ad adeguarsi. Già lo scorso anno, nelle settimane delle polemiche, dall'Uefa era emerso che il vero problema era la necessità di uniformare gli standard, dal Bernabeu dal più piccolo stadio turco o ucraino, tra strutture tecnologiche e formazione umana. Ma la chiamata di Rosetti alla guida degli arbitri europei, dopo il suo incarico di coordinatore del progetto Var per la serie A, era sembrata un'apertura. Ora, il nuovo stop. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google