Compattezza e maturità Ecco i segreti spallini per la partenza sprint E l’attacco può crescere
la tatticaNel calcio si dice che gli 1-0 siano i risultati migliori per vincere i campionati. Ok, però andiamoci piano. Magari tale legge, sarà utile e preziosa alla Spal per raggiungere una bella e...
la tattica
Nel calcio si dice che gli 1-0 siano i risultati migliori per vincere i campionati. Ok, però andiamoci piano. Magari tale legge, sarà utile e preziosa alla Spal per raggiungere una bella e piena salvezza con maggiore “comodo” rispetto all’anno scorso. Le vittorie di misura, ottenute in questo modo, non sono un caso e comunicano il raggiungimento di una maturità di squadra. Certo, negli ultimi minuti di gioco a mister Semplici e a tutti i tifosi sugli spalti aumentano i battiti cardiaci in maniera esponenziale, ma per il 2-0 finale in contropiede (in puro stile inglese da trasferta) c’è ancora da aspettare.
mentalità
Intanto sono sei punti fatti, con due gol realizzati e zero subiti: numeri pesanti, emblematici e significativi che non lasciano il tempo per discussioni sulla non troppa qualità delle dirette concorrenti Bologna e Parma. In questo caso, problemi loro. L’importante, guardando in casa propria, è che la Spal continui a fare la Spal. In che senso? «Mettendo in pratica le proprie qualità con la stessa mentalità di sempre», tanto per utilizzare una frase cara a Semplici. Tralasciando per un momento i miglioramenti tecnici e di esperienza proposti dai nuovi arrivati, non possiamo non soffermarci sul percorso di Semplici e del suo zoccolo duro partito in serie A circa dodici mesi fa.
zoccolo duro
La Spal ha iniziato nello stesso modo in cui l’abbiamo ben vista figurare (anche in termini di efficacia) in diverse partite del girone di ritorno dello scorso torneo. Ma c’è quel qualcosa in più, dato dalla crescita di singoli e del collettivo. Mai come in queste prime due partite le maglie biancazzurre si sono mosse in campo come un unico blocco, chiuso in pochi metri, compatto e con possibilità di dialoghi ravvicinati. Le uniche difficoltà si sono avute proprio quando queste distanze sono state perse o meglio quando non sono state trovate (vedi i primi minuti). La difesa rischia qualcosina con qualche uscita alta, ma è aggressiva al punto giusto e anche con tanti metri di campo alle spalle riesce a rendere la vita complicata ai “punteri” avversari. Merito anche dell’intesa tra i tre singoli collaudati (Cionek-Vicari-Felipe), ma anche della comunicazione con il centrocampo: Schiattarella da regista ha doti tecniche sicuramente inferiori a Valdifiori, ma a livello di apporto, di presenza e di coperture e letture è prezioso come l’acqua nel deserto. Anche le mezze ali contribuiscono alla formazione di triangoli stretti con i difensori e con i due esterni. In fase difensiva, ma anche in quella di ripartenza, dove la Spal riesce ad allargare le ali e dove il chiaro obiettivo di cercare le due punte centrali è la priorità di mister Easy. Gli attaccanti non risparmiano una goccia di benzina nel lavorare, sudare, pressare, rincorrere e posizionarsi in maniera intelligente dando fastidio agli avversari. Tutto viene eseguito con criteri preparati e messi in pratica. Ora per dare un altro colpetto di gas non resta che limare ulteriormente un’intesa – quella tra Antenucci e Petagna – capace di mandare in tilt più di una difesa. Nota a margine, ma non di poco conto: un altro punto di forza su cui continuare a puntare è l’impatto di chi entra in campo. Chi è entrato fino a questo momento – vedi Everton Luiz – si è sempre fatto trovare pronto senza necessitare nemmeno di un istante di ambientamento sul terreno verde. —
Alessio Duatti
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