Dentro la fenomenologia di una capolista: ecco perchè l’Olimpico sarà un esame di maturità
il puntoIl campionato è appena iniziato e, sostanzialmente, decollerà solo dopo la sosta per gli impegni della Nazionale. Eppure c’è chi viene già posto sotto esame, una sorta di spalle al muro ancor...
il punto
Il campionato è appena iniziato e, sostanzialmente, decollerà solo dopo la sosta per gli impegni della Nazionale. Eppure c’è chi viene già posto sotto esame, una sorta di spalle al muro ancor prima che la stagione entri nel vivo. È il caso del Milan e della Roma (che si affrontano questa sera) piuttosto che dell’Inter o della Lazio, senza addentrarci nelle problematiche assortite di Bologna, Chievo ed altre.
sono ferrarese e me ne vanto
La Spal esula da questo contesto. I biancazzurri viaggiano felici sulla loro nuvoletta, co-battistrada a punteggio pieno e con la porta inviolata (unica squadra di serie A, quella di mister Semplici, che può vantare tale performance). Ecco, tutto è idilliaco, della Spal si occupano ad ogni latitudine, da Sportitalia al Corsera che addirittura fa intervenire lo scrittore Enrico Dal Buono facendogli spiegare la “Fenomenologia della Spal capolista”, partendo dal motto identitario sono ferrarese e me ne vanto.
Assodato tutto ciò, e senza accennare al benché minimo segnale di pressione (che non esiste, non ha motivo di sussistere e proprio non va minimamente contemplata) la partita di domenica sera a Torino contro i granata per certi versi assumerà i contorni di un primo esame di maturità. Nel senso: contro Bologna e Parma la Spal ha vinto con merito, ha mostrato chiaramente quali sono le sue caratteristiche, la sua forza, ma al cospetto del Toro è evidente che l’asticella si alza. Altro livello, altra competitività, altro potenziale offensivo, altra fisicità, altra gamma di soluzioni ed alternative, quelle dei rivali di turno.
asticella e identità
Morale: la Spal dovrà elevare ulteriormente il proprio standard. Far capire se e come può reggere il confronto anche al cospetto di una realtà superiore. I biancazzurri possiedono una peculiarità. Fanno giocar male gli avversari. Perché sono un blocco, perché sanno restare compatti, perché – normalmente – non concedono spazi, perché hanno pazienza, non si scompongono, sanno girar palla ed aspettare. Chiamasi identità. Va confermata. Può essere considerata realmente tale se evidenziata anche al cospetto di rivali di fascia medio-alta, e delle stesse big. Per questo c’è curiosità. C’è attesa.
il modello
La trasferta di Torino ed il Toro rappresentano un bell’esame di passaggio. Dopo, ci sarà la sosta che permetterà di migliorare ulteriormente condizione e meccanismi. Poi, con l’Atalanta, il debutto interno nel rinnovato “Paolo Mazza”, al cospetto di una rivale scomodissima e di alta qualità. E che rappresenta il modello gestionale/sportivo cui ispirarsi per proseguire il processo di crescita teso a stabilizzare la Spal in serie A. Diventare come l’Atalanta, nel medio periodo, è l’obiettivo o uno degli obiettivi, senza perdere di vista le proprie linee guida. Ma si potrebbe semplicemente dire che l’obiettivo è tornare ad essere ciò che era la Spal di Mazza, cui poi si sono ispirate le provinciali – Atalanta in primis – affermatesi nei decenni successivi. –
Paolo Negri
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