Mays, l’orgoglio di giocare per l’ambiziosa Benedetto White: «Voglio fare la storia»
sul palcoMercoledì “the flight” è sbarcato all’aeroporto di Bologna, ha salutato tifosi e dirigenti e vissuto una prima giornata nel mondo Benedetto tra visite mediche, incontro con il main sponsor...
sul palco
Mercoledì “the flight” è sbarcato all’aeroporto di Bologna, ha salutato tifosi e dirigenti e vissuto una prima giornata nel mondo Benedetto tra visite mediche, incontro con il main sponsor Baltur e fatto conoscenza con i compagni di squadra con cui ha disputato ieri al PalaReno di Sant’Agostino il primo allenamento.
Per James White, il più forte giocatore che abbia indossato il biancorosso centese, ieri presentazione ufficiale nell’azienda Tramec a Bologna. Con lui anche l’altro americano Mays, gli esterni Reati e Gasparin ed il giovane Piperno. «Non avrei mai pensato ad una chiamata da Cento - apre Piperno -: un’occasione che ho preso al volo, qua si può solo imparare». Giovanni Gasparin conosce bene la Baltur per le sfide del passato: «Quando ero a Piacenza ho giocato con Cento cinque volte in una stagione, ssei nell’altra. Conosco perfettamente l’ambiente: c’è entusiasmo».
Colpito dall’entusiasmo dell’ambiente anche Reati: «La società ha voglia di affrontare questa nuova avventura, io spero di disputare una stagione positiva in un campionato difficile che conosco bene. La squadra allestita è buona, vogliamo toglierci delle soddisfazioni».
Poi, tocca agli americani. Si parte con Mays, il numero 1 del roster: «L’agente mi ha parlato dell’ambiente, della città... Un’occasione da non lasciarsi scappare. Un orgoglio essere il primo straniero della storia centese. Conosco la serie A2 ma ho sempre giocato nell’altro girone, non so che differenze ci saranno. Su questo gruppo ho buone sensazioni; sono contento che sia arrivato anche James. Mi piace questo modo di lavorare durante la settimana».
Il clou del mezzogiorno di fuoco in Tramec arriva con le parole di White, che svela perché ha scelto Cento: vuole scrivere una pagina indimenticabile. «Felice per questa nuova avventura - apre l’ex Nba White -, orgoglioso di entrare nella storia di questa società. Assieme a Mays siamo i primi americani a giocare per questa società, personalmente voglio lasciare un segno nella storia della Benedetto. A ottobre avrò 36 anni non ho più l’esplosività di qualche anno fa: la mia pallacanestro, ora, più che sul fisico si basa sulla testa. I prossimi due saranno gli ultimi anni della mia carriera. Sono a Cento e voglio scrivere la storia».
«Perché il 45? (numero di maglia; ndr). Mi chiamo James William White 4º, mio figlio James William White 5º. Mio padre giocava con il 45: il gioco è faatto». “The flight” è atterrato. Se ne vedranno delle belle. —
Simone Gagliardi
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