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Spal, Valdifiori suona la carica degli ex «Qui tutti vogliamo continuare a stupire»

Spal, Valdifiori suona la carica degli ex «Qui tutti vogliamo continuare a stupire»

Il regista: Mazzarri franco, ho capito che preferiva altri. A Ferrara hanno creduto in me e il gioco può esaltare le mie qualità

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FERRARA. Domenica c’è Torino-Spal. La partita degli ex: i biancazzurri contano ben sette vecchi giocatori granata. Uno di questi, Mirko Valdifiori, è intervenuto su Toro News per raccontare la sua esperienza torinista, spiegare i motivi dell’addio, raccontare l’ottimo impatto con la realtà spallina e lanciare la sfida in vista del match dell’Olimpico. Ecco i passaggi più significativi della testimonianza del regista.

mister e meitè. «La scorsa stagione ho iniziato con molte panchine, poi ero tornato a giocare con continuità nel momento in cui Mihajlovic aveva cambiato schema. Neanche il tempo di rallegrarmi e arriva il suo esonero, dopo Mazzarri ha chiuso tutte le porte. Io sono sempre stato un professionista esemplare, in campo e fuori. Mi alleno duramente ogni giorno e così ho fatto anche quando non giocavo. Con Mazzarri il rapporto è sempre stato franco e ho sempre rispettato le sue scelte: ci parlavamo chiaramente e ho capito fin da subito che lui, in quel ruolo, preferiva un altro tipo di giocatore. Ci sono quegli allenatori che credono ancora nel regista classico, vedi Sarri che si è portato Jorginho al Chelsea, o Giampaolo. Altri, come Mazzarri o Gasperini, non lo usano e prediligono giocatori più muscolari davanti alla difesa. Quindi io che devo fare? Ogni allenatore ha la sua filosofia di gioco, io in quella posizione ho sempre giocato la palla con la testa alta perché con il mio fisico se vado a fare la guerra e mi scontro con uno come Meitè rischio di essere ribaltato nove volte su dieci. Quel ragazzo è una forza della natura».

Milinkovic Savic e le punizioni. «È normale che oggi io abbia voglia di tornare a essere protagonista. Sono arrivato a Ferrara da dieci giorni, ma ho avuto già la fortuna di giocare due spezzoni di partita. Da parte mia c’è tanto entusiasmo e voglia di crescere in condizione fisica per mettermi a disposizione di una squadra che ha creduto in me, che è composta da ragazzi molto affiatati e gioca in un modo che può esaltare le mie caratteristiche. Qui tutti vogliono continuare a stupire. Ci sono tanti ex Toro, da Gomis a Kurtic e Antenucci, poi c’è Kevin (Bonifazi; ndr) che è più introverso di me e probabilmente non pubblicherà mai sui social un video mentre balla in auto... È così di carattere, ma ha tutte le carte in regola per fare un gran campionato qui con la Spal. E infine Vanja (Milinkovic Savic; ndr). È arrivato qui con tanta voglia di giocare e fare esperienza dopo un campionato da spettatore, a eccezione di quella famosa partita di Coppa Italia col Carpi. Far battere a lui quel calcio di punizione non è stata un’idea improvvisa di qualcuno... Dopo quella traversa abbiamo capito di aver creato un mostro: voleva sempre calciarle lui e anche qui a Ferrara a fine allenamento si ferma ancora a provare e riprovare. Quel “pazzo” ci spera ancora». —

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