Spal, il grande volo spiegato con i numeri Il virtuosismo del club dei Colombarini
Gestione economica oculata. Senza i premi per la promozione in serie A l’esercizio 2017 si sarebbe chiuso in attivo
ferrara
Dal vocabolario della lingua italiana. Virtuosismo: grande bravura tecnica nell’esercizio di un’arte, di una scienza.
Bene. L’arte di cui fa esercizio virtuoso la Spal è quella della gestione economica del club. In questi anni, dal 2013 ad oggi, la famiglia Colombarini ed il presidente Mattioli hanno amministrato la società con grande oculatezza. Passi secondo possibilità, budget sulla scorta dei mezzi a disposizione, pareggio di bilancio sempre sostanzialmente rispettato. Conti più che in regola. L’ascesa della Spal si spiega anche attraverso i numeri, questi numeri: in due anni, quelli della doppia promozione dalla Lega Pro alla Serie A, i ricavi sono stati praticamente decuplicati, il valore della produzione si è impennato. Ed i costi sono stati contenuti. Nel senso che non hanno messo a repentaglio la salute del club, ma sono stati calcolati al centesimo. Con qualche piccola variante, logico. L’esercizio riguardante l’anno 2017, ad esempio, si è chiuso con un risultato operativo che risulta negativo per 1. 118. 467, 00 euro. Ma su questa somma hanno inciso i costi del personale, comprensivi dei premi corrisposti per la conquista della promozione in serie A e pari a 2. 163. 500, 00 euro. Ciò significa che senza questa cifra... imprevedibile, l’esercizio in questione si sarebbe chiuso con un saldo positivo di 1. 045. 032, 00 euro. Ulteriore testimonianza di quanto si diceva, cioè della gestione estremamente oculata della società.
Non è tutto. Giova sottolineare come nella relazione sul bilancio stilata dal CdA della Spal venga rimarcato che il risultato netto (sempre relativamente all’esercizio 2017) dopo le imposte, negativo per 1. 496. 376, 00 euro, era «previsto nella pianificazione strategica, in quanto ampiamente coperto dalle riserve patrimoniali costituite dai versamenti della società controllante». Cioè la Vetroresina della famiglia Colombarini, i patron Francesco e Simone. Nel corso dell’esercizio 2017 la Vetroresina ha versato nelle casse della Spal 2 milioni complessivi: 800. 000 per versamenti in conto copertura perdite d’esercizio, e 1, 2 milioni per versamenti in conto capitale. Allargando l’orizzonte, negli ultimi tre anni il socio di riferimento della Spal ha versato complessivamente quasi 5 milioni. Uno sforzo notevole, alla base dei successi calcistici e della gestione della società (e/o viceversa).
Sulla scorta di tutto ciò, le conclusioni sono semplici. L’azienda Spal è gestita con un rigore, un’attenzione, una capacità che permettono tranquillità totale. In senso ampio. I tifosi possono stare sereni perché sanno che il club è in ottime mani e non si rischiano le traversie di anni infausti e non lontani. La società dal canto suo ha perfettamente ragione quando sostiene – e nel corso dei mesi scorsi lo ha fatto parecchie volte – di non essere nelle condizioni di dover vendere per forza i propri pezzi pregiati. Infatti. I Lazzari ed i Vicari sono rimasti. Non solo. È stata anche possibile un’operazione come quella che ha portato in biancazzurro Andrea Petagna, in assoluto il giocatore più costoso della storia spallina. Ma, evidentemente, non un salto nel buio. Anzi. Nulla in casa Spal è lasciato al caso. –
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