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Nessuna sospensione al tifo per la Spal

Alessio Duatti
Nessuna sospensione al tifo per la Spal

Anche durante l’ora di stop della partita i supporter hanno continuato a cantare. La squadra rende omaggio ai 400 impavidi

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TORINO

L’anno scorso quella di Torino era stata l’ultima Away. Quest’anno, la seconda delle diciannove trasferte stagionali. E anche ieri, all’arrivo nella città famosa per la sua Mole e per il Museo Egizio, il cielo si è presentato in tonalità grigio. Situazione non strana e sta di fatto che, a circa un’ora dal fischio d’inizio, come nei peggiori déjà vù (l’anno scorso, però, solo nel riscaldamento), il cielo ha iniziato a scaricare acqua in maniera impensabile. Durante il riscaldamento applausi dai tifosi granata agli ex Gomis e Milinkovic Savic e popolo biancazzurro ovviamente presente anche al Grande Torino in una trasferta logisticamente scomoda: sicuramente per la considerevole distanza e ancor di più per l’orario serale (poi ampiamente accentuato dalla sospensione) con il lunedì lavorativo alle porte.

In ogni caso, sono stati quasi quattrocento in totale i sostenitori ferraresi a intonare cori, sventolare bandiere e alzare i tradizionali due aste nella fredda e bagnata serata piemontese. Trattasi dell’ennesima dimostrazione di grande affetto e grande amore per maglia, colori e squadra estense. Intanto pioggia a dirotto e lampi come flash durante l’ingresso delle squadre. Spal in biancazzurro, Torino in granata. Colori riportati poi sugli spalti da entrambe le tifoserie, con i locali che non hanno perso tempo a intonare cori contro i rivali cittadini della Juventus. Nel mentre, il campo comincia a somigliare a una risaia e dal settore dei supporter spallini parte un fortissimo: “Noi siamo la Curva Ovest!”. Poco dopo arriva la momentanea sospensione per il diluvio, ma visto che “anche se piove la musica suona” le note sugli spalti intrattengono e rendono meno fastidiosa l’attesa.

Durante il sopralluogo dei due capitani, Antenucci, un ex, viene acclamato dalla “Maratona”. Il pallone rimbalza e la disputa riprende senza nessuna scena del tipo “Ragioniere, provi a rana”. Intanto il sostengo del settore ospiti rimane altissimo, con i tamburi che trainano i canti.

Anche nella ripresa la voce dei ferraresi è facilmente riconoscibile, i boati si susseguono e le sciarpe vengono esposte. Il Torino, però, passa in vantaggio: l’ambiente di casa si surriscalda e rimane su temperature elevate per tutto il finale di gara. Allo stesso tempo, il popolo della Spal non molla neanche oltre il novantesimo. Finisce con una sconfitta amara, ma il momento di reciproco saluto finale tra la squadra e la sua gente non manca. —

Alessio Duatti

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