«Non è questa la Baltur da campionato Però a White basta dare un pallone e segna»
Coach Benedetto traccia il bilancio del torneo di Cervia, ma pensa anche alla costruzione del gioco di squadra
CENTO
Coach Giovanni Benedetto dal quadrangolare di Cervia non si aspettava molto, soprattutto perché ai biancorossi mancavano due pedine fondamentali come Chiumenti e Gasparin. Dopo aver battuto Imola in semifinale, la Baltur ha pagato dazio alla Fortitudo Bologna in finale. Dopo 25’ a inseguire pesantemente (bene la prima metà del terzo parziale), i centesi, trascinati da Chiera e White, hanno disputato un’ultima frazione fenomenale, anche complice il fatto che Bologna, priva di Pini e Sgorbati, credeva di avere già vinto. Da -24, Cento è arrivata fino a -2, sfiorando l’impresa che avrebbe avuto del clamoroso.
Il mondo Baltur, in attesa di recuperare gli acciaccati, si gode già James White, autore di 52 punti complessivi in due gare. È tirato a lucido, l’ex Pesaro e Reggio Emilia, che già nella due giorni cervese e con pochissimi allenamenti nelle gambe si è dimostrato giocatore che c’entra poco con questo campionato. Ma niente proclami e voli pindarici, coach Giovanni Benedetto sa benissimo che la strada da intraprendere è ancora lunga e il processo di crescita dovrà proseguire.
«Dal torneo a Cervia devo dire che non mi aspettavo nulla - ammette Benedetto -, così almeno non sono rimasto deluso e non sono neanche contento. Aspettavamo che si unisse a noi White per mettere nel motore le primissime regole: abbiamo giocato con quelle poche cose che avevamo già preparato in maniera molto superficiale».
Cosa prende dalla due giorni in terra romagnola?
«La dimostrazione di stare sul pezzo, nonostante una così brutta partenza, giocare contro la Fortitudo Bologna sarà difficile per tutti. Questo è basket estivo e il divertimento è stato rientrare in gara: Bologna pensava che fosse finita da un bel po’, così diventa facile rientrare, con l’atteggiamento degli avversari comunque già rilassato, mentre noi eravamo incattiviti dall’avvio».
Parliamo della semifinale contro Imola?
«Il livello era un po’ più basso, così ho fatto giocare pure i giovani Piperno e Manzi, cosa che contro la Fortitudo non ho fatto. Le compagini su cui dobbiamo fare riferimento noi sono Imola, Ferrara e tutte le formazioni che, come noi, dovranno lottare per cercare di salvarsi. Bologna è un riferimento troppo importante, arrivato nel momento per noi più difficile, anche e soprattutto a causa delle assenze».
White pare già in forma campionato.
«È un giocatore importante per noi, che non ha neanche bisogno di fare allenamento e di conoscere i compagni di squadra per fare canestro. Bisogna capire come fa canestro e come si trova i punti: James ha delle potenzialità, bisogna che lo inseriamo in un contesto di squadra che ancora non abbiamo, perché non abbiamo avuto la possibilità di trovare gli equilibri e i meccanismi».
I tornei servono a questo...
«Abbiamo fatto giocare tutti, cercando di gestire pure i minuti, abbiamo difficoltà tangibili per il fatto di aver giocato con dei quintetti stranissimi e con quasi tutti i giocatori fuori ruolo. Alla fine avevamo Reati ala forte, White centro, Pasqualin, Mays e Chiera, che non è neanche un giocatore del roster: ci auguriamo che vinca la causa di lavoro che ha intrapreso, poi vedremo. Quella andata in campo contro la Fortitudo non sarà mai la squadra che giocherà durante il campionato. Ci auguriamo di far maturare Ba con il tempo e un passo alla volta, non dandogli il quintetto base così facilmente e dall’inizio. In questo momento abbiamo una squadra completamente differente da quella che dovrà giocare in campionato. Bene atteggiamento e mentalità». —
Lorenzo Montanari
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