Lazzari in Nazionale esempio per l’Italia «Serve più coraggio e puntare sui giovani»
il ritrattoManuel Lazzari si presenta in punta di piedi nella sala di Coverciano adibita ad ospitare le interviste. Fresco Nazionale, lo spallino ieri ha avuto il suo battesimo mediatico in maglia...
il ritratto
Manuel Lazzari si presenta in punta di piedi nella sala di Coverciano adibita ad ospitare le interviste. Fresco Nazionale, lo spallino ieri ha avuto il suo battesimo mediatico in maglia azzurra. Taccuini, microfoni e telecamere puntate, ma lui se l’è cavata benissimo, con buona disinvoltura e senza esprimere concetti banali.
un esempio
Lazzari è il volto pulito, la ventata di aria fresca, del calcio italiano. Non per spirito sciovinistico ma nessuno meglio del biancazzurro incarna lo spot ideale per il nostro povero football, sceso nelle gerarchie ed alla ricerca di identità e credibilità. Non tanto di buoni giocatori, che ci sono, basta cercarli. Il c. t. Roberto Mancini lamenta il poco spazio che hanno gli atleti nostrani, schiacciati nella morsa dei troppi stranieri.
Ma le strategie le fanno le società. Se invece di prendere un Ola Aina vai a pescare uno Iovine in serie C, di sicuro non ci rimetti. La Spal nel suo percorso di crescita non ha smarrito certi valori. E Lazzari può insegnare a molti. Si è fatto da solo, è partito dal basso, ha scalato un gradino alla volta: serie D, Seconda Divisione, Lega Pro, serie B, serie A. Appena un anno fa l’esordio nella massima categoria. È la bandiera della Spal. «È un sogno, non ho fatto nessuna nazionale giovanile e arrivare in quella maggiore è motivo d’orgoglio: spero che questo sogno continui», ha dichiarato ieri, con gli occhi che gli brillavano, al cospetto della fauna giornalistica che popolava il centro tecnico federale di Coverciano.
Troppo timido, modesto e intelligente, Lazzari, per auto-ergersi a simbolo del rinascimento del football italico, per considerarsi il simbolo della rivincita sull’orda straniera che (non per colpa di chi viene dall’estero, ma di chi guarda solo oltre confine) impoverisce il nostro calcio. Ma Lazzari non si è sottratto al tema del giorno, e a domanda ha risposto: «Rispetto a cinque-sei anni fa ci sono meno giovani italiani in campo, ci vuole più coraggio a puntare su di loro anche se è normale che all’inizio possono sbagliare».
grazie semplici
Lazzari sa anche essere grato. Non ha dimenticato il suo allenatore di club: «La mia svolta – ha sottolineato – è stato l’arrivo di Semplici, sono cresciuto soprattutto grazie a lui».
E Semplici non si è fatto pregare per rimandare al mittente i complimenti: «Lazzari in Nazionale? Una soddisfazione enorme per tutti, erano da 60 anni (66 per l’esattezza; ndr) che la Spal non portava un calciatore in Nazionale. Manuel se lo merita, è un professionista esemplare e un ragazzo eccezionale».
Ovacion y musica.
le sensazioni
Altre questioni: il senso di questa convocazione («È un percorso di crescita. L’anno scorso con la Spal da neopromossi siamo riusciti a salvarci e personalmente credo di aver fatto un campionato discreto. Quest’anno speriamo di fare ancora meglio»), giocare terzino destro “a quattro” («Certo che ne sono capace. Anche alla Spal in più di un’occasione l’abbiamo fatta. Devo stare più attento alla fase difensiva»), le sensazioni in vista del possibile esordio domani sera: «La scena la immagino già. Quest’anno le prime due giornate di campionato sono andate bene, speriamo che il Dall’Ara porti bene anche alla Nazionale»). Una Nazionale targata Lazzari. –
Paolo Negri
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