La Nuova Ferrara

Sport

il personaggio 

Simonati, mezzo secolo di vita per chi insegue un pallone

Davide Bonesi
Simonati, mezzo secolo di vita per chi insegue un pallone

L’impegno per il Reno Centese di un presidente da record per longevità e vittorie «Il ricordo più bello l’estinzione dei debiti, così ho finalmente potuto dormire»

3 MINUTI DI LETTURA





reno centese

Quest’anno è tornato ad esserci una squadra di calcio nella frazione di Reno, la prima annata dopo mezzo secolo (con qualche interruzione) senza Orlando Simonati in società.

Raccontare la vita di Simonati richiederebbe spazi molto ampi, perché ha vissuto i primi anni di Terza categoria, l’ascesa veloce in Promozione, l’uscita sofferta nelle annate storiche della serie D, il ritorno con gli ultimi importanti risultati prima dell’ancor più doloroso stop al calcio giocato.



«Sono entrato in società 51 anni fa - racconta Simonati -, con presidente Soffritti; c’era tanto da lavorare, io facevo un po’ di tutto ma lo facevo volentieri, per passione e per il mio paese. Sono diventato presidente nel 1974 e devo ammettere che il ricordo più bello di questi quasi 50 anni nel calcio (si è fermato a 49, ha ricevuto la benemerenza Figc per i 25 anni, ndr) è stato quando nel 1984 abbiamo finito di pagare tutti i debiti. Per quei tempi era una cifra importante, avevamo un importante impegno con la banca e tante notti non ho dormito. E come dimenticare la morte nell’85 di Vittorio Banzi (a cui è intitolato il campo di Reno, ndr), per anni pensai sempre a quella cosa, l’aiuto alla famiglia e i tanti giri a Roma per cercare di trovare un maggiore supporto economico».



La scalata dalla Terza categoria alla Promozione (e poi in serie D) del piccolo Reno Centese è stata rapidissima. «La Sagra del tortellino nata come Festa dello sport, è partita nel 1970, ma la vera svolta calcistica c’è stata nell’85 con allenatore Giordano Ferioli: grazie a lui si sono visti i primi grandi calciatori e sono arrivati i campionati vinti. Ma le soddisfazioni ce le siamo tolte anche in Terza categoria, un anno siamo addirittura andati in ritiro. Non c’ero in serie D, purtroppo me ne andai per alcuni problemi, ma eravamo secondi in classifica in Promozione e il bilancio era sano. In due anni sono arrivati in serie D, ma rimprovero la poca lungimiranza di quella gestione: troppe risorse buttate al vento».



Quando pensi a Simonati viene facile l’associazione con Ermes Govoni, compianto storico presidente del XII Morelli: «Ci siamo conosciuti nel 1976, ancora non era presidente. Siamo diventato subito amici, eravamo insieme tutti i giorni, anche quando non eravamo pensionati. Mi manca molto».



A Reno Centese sono passati tanti ottimi giocatori e tecnici, difficile fare una lista. «Come calciatori dico Stefano Vigorelli, Andrea Buganza e Gianfranco Bramini, tre top assoluti. Come allenatori devo iniziare per forza da Giordano Ferioli, ci portò dalla Seconda categoria alla Promozione e con il ds Guazzaloca ha portato a Reno fior di giocatori, la base delle vittorie successive. Ma non dimentico Andrea Dirani, l’ultimo avuto, per passione, preparazione e lavori coi giovani».



«A79 anni dico basta, penso di aver dato abbastanza e il calcio non mi manca. Poi i tempi sono cambiati, quando iniziai io facevamo di tutto senza sosta e senza paura, ora le persone per impegnarsi chiedono subito i soldi. Non interessa più l’attaccamento al proprio paese», chiude. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google