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L’intervento di Pizzul: non è solo una questione di attaccanti imprecisi In Portogallo è completamente mancata la costruzione del gioco  

Basta esperimenti: Mancini deve dare un minimo di identità alla nuova Italia

Bruno Pizzul
Basta esperimenti: Mancini deve dare un minimo di identità alla nuova Italia

il commentoSono bastate due partite della nostra nazionale nella Nations League per confermare il pessimo stato di salute degli azzurri, vanificando con sollecitudine degna di miglior causa ogni...

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Sono bastate due partite della nostra nazionale nella Nations League per confermare il pessimo stato di salute degli azzurri, vanificando con sollecitudine degna di miglior causa ogni speranza di miglioramento. Il pareggio con la Polonia e la sconfitta con il Portogallo rischiano di farci cadere nello sconforto, anche perché ci confermano che la dolorosa esclusione dai mondiali di Russia non è stata determinata solo dal modo sbagliato con cui sono state affrontate le due fatali partite con la Svezia, ma è nata dall’attuale pochezza soprattutto tecnica del nostro calcio. Non qualcosa di casuale e sfortunato ma la quasi inevitabile conseguenza del momentaccio azzurro. A Lisbona Mancini ha mandato in campo una formazione rinnovata per nove undicesimi, lasciando in campo solo Donnarumma (meno male) e Jorginho, e ha ripetutamente cambiato modulo nel vano tentativo di conferire un minimo di concretezza a una squadra scombinata. Alla fine ha concluso la partita con una specie di 4-2-4 di sapore venturiano, dopo aver sperimentato il 4-3-3 e il 4-4-2 e aver inserito Belotti, Berardi ed Emerson Palmieri. Ora se è comprensibile che il Cittì voglia testare le capacità di tutti i suoi uomini, è anche di intuitiva evidenza la necessità di fissare un minimo di identità alla squadra, senza stravolgerla a ogni nuovo impegno. E dire che il Mancio si era dichiarato abbastanza soddisfatto della prova con la Polonia per cui è stato sorprendente vedere al Da Luz una squadra pressoché del tutto rinnovata. Lamenta Mancini il fatto che la squadra segna poco, dice che è soprattutto nella prolificità offensiva che bisogna migliorare: vero senz’altro solo che, detta così, sembra una censura per gli attaccanti, come se avessero sprecato chissà quante occasioni, mentre in realtà è completamente mancata la costruzione del gioco, troppi errori tecnici, inferiorità palese anche sul piano dinamico e della freschezza. Insomma una partitaccia, col rischio di subire l’“onta” della retrocessione, visto che nel nuovo torneo Uefa è previsto il declassamento per la squadra che arrivi terza nel suo gironcino e l’Italia è già messa molto male. Quando si incappa in un periodo no così evidente, è inevitabile che subiscano critiche e stroncature anche i singoli. Siamo disperatamente alla caccia di qualche nuovo talento, per cui finiamo per generare grandi e premature aspettative sui giovani che promettono, per poi sottolinearne la pochezza quando sbagliano. Stavolta abbiamo tirato un po’ le orecchie a Chiesa, che era entrato alla grande con la Polonia e ci si aspettava che facesse sfracelli in Portogallo. Il ragazzo ha tempo e voglia per diventare bravo come il papà. Ci vuole pazienza ma Mancini si decida a dare un abbozzo di fisionomia alla sua nazionale, si sperava che con questo nuovo torneo venissero eliminate le amichevoli inutili e senza senso, visto che qui c’è una competizione e il risultato conta. Non è il caso di esagerare con le sperimentazioni continue. Speriamo che tra un mesetto la situazione risulti un po’ meno deprimente. —

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