Dopo i brividi azzurri Lazzari è ritornato: «Penso al biancazzurro»
FERRARA. Manuel Lazzari è tornato al campo base. Il biancazzurro si è aggregato ai compagni della Spal dopo la meravigliosa avventura in maglia azzurra agli ordini del commissario tecnico Roberto Mancini. Lazzari, lo spallino che mancava in Nazionale dal 1952, rimane il ragazzo umile, educato e timido che tutti abbiamo conosciuto in questi anni. Ma l’orgoglio è stato tanto, le speranze future rimangono immutate e anche per questo l’emozione del numero 29 estense è ben visibile all’ingresso della sala stampa di via Copparo. «È stato tutto emozionante – commenta “Manuelito” – e ripensare a ogni piccola tappa di quest’esperienza mi mette i brividi. Dall’arrivo a Coverciano, che è un luogo davvero top, agli allenamenti con tutti i campioni delle grandi squadre italiane; fino all’esordio e al momento più bello della mia vita che è stato cantare l’inno di Mameli sul prato verde e non sul divano come ho sempre fatto da tifoso».
Com’è stato essere il quarto della linea difensiva?
«È un ruolo che mi piace tantissimo. Alla Spal gioco in un’altra maniera, ma c’è da dire che spesso in tanti secondi tempi l’anno scorso siamo passati a quattro e una mia esperienza comunque l’avevo già. Ci sono stati pochi allenamenti per imparare qualcosina in più, ma devo dire che globalmente non ho trovato grossi problemi a parte il discorso del ritmo. A quei livelli, e me ne sono accorto subito, si gioca contro squadre che spingono per tutta la durata della partita e le soste sono davvero nulle».
Il rapporto con Mancini come si è sviluppato?
«Inizialmente ci siamo stretti la mano, mi ha chiesto come stavo ed è andato sempre tutto bene. Prima della gara in Portogallo mi ha detto di rimanere libero a livello mentale e di interpretare la gara come faccio solitamente nel mio club. Al ritorno in Italia ci siamo salutati normalmente».
Per quello che sarà un arrivederci?
«Sinceramente non lo so, ora sono tornato a Ferrara, penso alla Spal e alla prossima partita contro l’Atalanta. È chiaro che se voglio stare nel giro della Nazionale devo continuare a fare bene in campionato. Io ci metterò tutto l’impegno possibile, se arriverà un’altra chiamata al prossimo giro di convocazioni sarò super felice».
Quelle trascorse in azzurro saranno state giornate piene anche a livello di contatti con gli amici qui alla Spal...
«Sì, ovviamente mi hanno scritto e mi hanno sostenuto in tanti. Ad esempio ho sentito molto Costa, Antenucci, Vicari, Viviani e Dickmann. In ritiro, invece, ho condiviso la camera con il milanista Caldara e anche con lui si è creato un buon rapporto. Poi sapete che sono un po’ timido (ride; ndr), ma ho parlato anche con altri del gruppo».
E di quest’Italia cosa pensa Lazzari?
«È chiaro che quando la Nazionale perde un po’ tutti ti massacrano. Ricordo però che abbiamo giocato contro i campioni d’Europa in carica e a mio avviso il primo tempo è stato ben disputato. Nella ripresa ci siamo allungati, abbiamo subito troppi contropiede e la loro condizione fisica ha fatto la differenza. La mia prestazione? Rispecchia quella della squadra con la prima parte in cui mi sono trovato bene, anche in fase difensiva, mentre poi sono calato. Siamo giovani e abbiamo tutti bisogno di giocare per crescere, io in primis». –
Alessio Duatti
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