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Solidità biancazzurra e fantasia ospite Spal-Atalanta sarà una sfida tra gli opposti

Paolo Negri
Solidità biancazzurra e fantasia ospite Spal-Atalanta sarà una sfida tra gli opposti

La squadra di Semplici ha subìto poco e capitalizzato al massimo. Limitando Gomez e Rigoni poi potrà colpire i rivali

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Spal-Atalanta di lunedì sera (20. 30) al “Paolo Mazza” si annuncia come partita potenzialmente molto interessante. Di spessore. Equilibrata. E con una contrapposizione di stili.



Diciamo che si confronteranno la solidità e la concretezza della Spal e la fantasia dei bergamaschi. Impressioni suggerite dal campo, ma anche dalle cifre. I biancazzurri hanno 6 punti, frutto di 2 vittorie e 1 sconfitta. La squadra di mister Semplici con 2 reti all’attivo vanta uno degli attacchi meno prolifici della categoria, ma ha saputo capitalizzare al massimo i gol segnati (1-0 sia al Bologna che al Parma). L’unica partita persa, a Torino contro i granata, ha visto la Spal finire ko col minimo scarto, per una rete scaturita da calcio d’angolo. La difesa spallina è la meno battuta della serie A. I biancazzurri sono un blocco, hanno precisa identità tattica, raramente concedono spazi, portano l’avversario a giocare male. E, dal canto loro, sanno palleggiare, fraseggiare corto, avere pazienza, aspettare il momento giusto per trovare i varchi da sfruttare.

L’Atalanta dal canto suo ha 4 punti, il bilancio parla di 1 vittoria, 1 pareggio ed 1 sconfitta. Un avvio inferiore alle attese, forse condizionato anche dagli impegni in Europa League e dalla precoce uscita dal palcoscenico continentale. I numeri dicono che i bergamaschi hanno segnato 7 gol (secondo attacco della serie A) ma ne hanno anche subìti 4, cioè più di 1 a partita. Il potenziale offensivo è temibilissimo, anche in assenza di Ilicic. Gli argentini (il capitano Gomez ed il neo-acquisto Rigoni) garantiscono tecnica, imprevedibilità, fantasia. Come lo stesso croato Pasalic, dal compasso ben diverso (1. 89) ma piede fino nel solco della più pura tradizione slava. Tre per due maglie, alle spalle o ai lati della punta centrale, un mostro di potenza quale Duvan Zapata, col giovane e talentuosissimo Barrow in alternativa, sia per il ruolo di riferimento offensivo che per un utilizzo sui lati di un eventuale tridente.



Evidentemente, finora all’Atalanta è mancato un pizzico di equilibrio, quello necessario a supportare il tasso d’inventiva dalla trequarti in avanti. Ma la squadra di Gasperini è di qualità, di spessore, potenzialmente pericolosissima. Un osso molto duro. La Spal dovrà essere brava, molto brava, ad imbrigliare i fantasisti avversari, ad impedire a Rigoni e Gomez (o Pasalic e il “Papu”) di trovare le mattonelle per sprigionare la loro classe. Guai farsi saltare, guai commettere falli in zona sensibile. Nel limite del possibile, ovvio. Ecco, se saprà bloccare queste fonti di pericolo, allora la Spal sarà a buon punto e potrà giocarsi le proprie carte. A centrocampo, nel mezzo, tre uomini contro due atalantini; in fascia duelli pari, uno contro uno. E in attacco l’attesissimo ex Petagna e Antenucci hanno le qualità per mettere in difficoltà un terzetto di centrali finora un po’ballerino: la partenza di Caldara sembra pesare non poco sul funzionamento del reparto arretrato nerazzurro. La sfida no va vista così squilibrata come potrebbe far supporre la classifica finale della scorsa stagione e la maggior esperienza atalantina in Serie A, oltre che la rosa bergamasca. Con la giusta attenzione la Spal, anche fisicamente più potente rispetto all’ultimo campionato, ha i mezzi per fare risultato contro questa Atalanta. –



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