Sabato a Firenze contro una Viola che punta di nuovo all’Europa League
La squadra di Pioli in estate non ha perso pezzi pregiati ed ha iniziato il campionato con il piglio giusto Ma la fatica può penalizzarla
FERRARA
Settimana corta per la Spal, settimana ancor più ridotta e impegnativa per la Fiorentina, che, in attesa del match di sabato al “Franchi”, sarà di scena domani nel recupero infrasettimanale del primo turno rinviato sul campo della Sampdoria. Per questo, ci sarà da aspettarsi una bella mischiata di carte per mister Stefano Pioli. Con la sua Fiorentina – giovane, bella da vedere e in crescita – che vuole continuare a dire la propria, nonostante il ko di misura (probabilmente immeritato) rimediato nell’ultima sfida di Napoli.
La Viola in questo campionato è partita bene, con le due vittorie interne maturate contro Chievo (6-1) e Udinese (1-0). Squadra che sa sfruttare il fattore campo e squadra che sta sviluppando al meglio il proprio progetto, con l’idea d’insidiare qualche big nella corsa per l’Europa League. Quella competizione per cui i toscani avevano iniziato a lavorare da fine giugno, in attesa degli sviluppi legati alla situazione Milan-Uefa-Tas Losanna. In Europa sono andati i rossoneri, ma l’attuale calendario della squadra toscana è comunque molto impegnativo, fitto e la Spal sabato potrebbe anche sfruttare tale circostanza.
In estate da Firenze non sono partiti pezzi pregiati: Chiesa è rimasto al suo posto così come Simeone. Solo Badelj, Saponara e Cristoforo possono essere menzionati come titolari (o quasi) della scorsa stagione e non più in rosa adesso. Rosa che è stata completata da Lafont (portiere), Ceccherini (difensore ex Crotone), dai centrocampisti Norgaard, Edimilson e Gerson, dagli attaccanti Mirallas e Pjaca.
Andando ad analizzare le scelte di Pioli nelle prime uscite notiamo il mirino ben puntato sul 4-3-3, con i due portieri Dragowski e Lafont che si sono alternati. A destra Milenkovic è il titolare del ruolo, con Laurini a disposizione. Biraghi viaggia sulla mancina. In mezzo capitan Pezzella e Victor Hugo formano la coppia centrale, mentre il rientrato Veretout, Benassi e Gerson possono esser considerati come i tre punti cardinali della zona nevralgica. Non dimentichiamo, però, anche Edimilson e Dabo: due calciatori sempre tenuti in considerazione da Pioli. Davanti Chiesa e Simeone sono chiaramente gli assi da calare sul tavolo verde, mentre fatica l’inserimento di Pjaca e Mirallas: finora Eysseric è sempre stato preferito. —
Alessio Duatti
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