Giorno e orario sgraditi alla Viola «Poco rispetto»
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Spesso sono i tifosi a lamentarsi, con tutte le ragioni, per le più disparate collocazioni di questa o quella partita, in giorni ed in orari proibitivi per i supporters, soprattutto quando devono recarsi in trasferta per seguire la propria squadra.
AMAREZZa
Questa volta, invece, ad alzare la voce è stato Stefano Pioli, allenatore della Fiorentina, che domani ospiterà la Spal allo stadio “Franchi”. Il tecnico ha espresso chiaramente il suo concetto: «Non mi piace l’orario di sabato alle 18. La Spal non ha giocato, c’è stato poco rispetto per la Fiorentina - ha polemizzato il tecnico viola -. Samp e Inter giocheranno alle 20.30...».
Il riferimento è a vasto raggio. La Fiorentina ha giocato mercoledì alle 19 il recupero di Genova contro la Sampdoria, e domani dovrà tornare in campo appunto con la Spal, che non aveva impegni infrasettimanali ma ha giocato lunedì sera contro l’Atalanta. Tra l’altro, poi, i l calendario della Fiorentin prevede il successivo ravvicinatissimo impegno contro l’Inter, martedìla sfida infrasettimanale proprio contro i nerazzurri di Luciano Spalletti, in programma martedì 25 settembre alle 21. Insomma, l’arrabbiatura di Pioli ha un suo evidente fondamento, non si può dire che l’allenatore della Fiorentina non abbia ragione, però vanno anche fatte alcune sottolineature.
i distinguo
Intanto, è altrettanto chiaro che la Spal in tutto ciò non ha alcuna responsabilità. Anzi, giova sottolineare che in passato i biancazzurri sono stati a loro volta penalizzati da un calendario altrettanto ingiusto nei loro confronti per minori tempi di recupero rispetto a quelli delle avversarie che andavano ad affrontare. E ancora: il problema è di carattere generale. Pioli nella circostanza ha perfettamente ragione, lo ribadiamo, ma a rotazione tali disguidi capitano quasi a tutte le squadre. Il fatto è che allenatori e giocatori non alzano preventivamente la voce nei confronti delle imposizioni delle televisioni, e tacendo avvallano il potere ormai senza confini che determina orari e giornate di gara, senza rispetto (per riprendere la frase di Pioli) per squadre, giocatori, allenatori, tifosi... E dubitiamo che si possa creare un fronte comune per affrontare di petto il problema. Quindi, è di fatto inutile lamentarsi, anche quando si ha motivo per farlo. —
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