Un processo di crescita che comporta oscillazioni Va mantenuta serenità
il puntoCiò che bisogna fare e, soprattutto, ciò che sarebbe opportuno non fare. Il dopo-Firenze deve essere gestito all’insegna dell’equilibrio. E vanno evitati epidermici sbalzi d’umore...
il punto
Ciò che bisogna fare e, soprattutto, ciò che sarebbe opportuno non fare. Il dopo-Firenze deve essere gestito all’insegna dell’equilibrio. E vanno evitati epidermici sbalzi d’umore suscettibili di portare solo confusione in seno all’ambiente.
suggerimenti
Per negativa che sia stata la prestazione della Spal contro la Fiorentina (e lo è stata, eccome, pur con le sfumature del caso), non si può perdere di vista la realtà. In sintesi:
la Spal non era da Champions dopo la vittoria sull’Atalanta e il secondo posto;
la Spal non è da retrocessione adesso che è stata castigata dai viola;
l’obiettivo stagionale non era e non può essere l’Europa, ma era e resta la salvezza;
se si pensa che la Spal non possa perdere e non possa incappare anche in una giornata del tutto infelice (sia come atteggiamento che a livello tecnico) allora non si ha presente la realtà, a 360 gradi;
lo 0-3 di Firenze non mette in discussione il lavoro svolto finora, le qualità complessive della squadra, l’indiscutibile maggior cifra globale rispetto alla scorsa stagione, le possibilità di giungere a una salvezza più agevole rispetto a quella passata;
quella di giovedì col Sassuolo non sarà agevole occasione per il riscatto, per venire a capo dei neroverdi servirà una prestazione di altissimo livello.
conclusioni
La Spal sta vivendo un processo di crescita che comporta fisiologiche oscillazioni. L’importante, per tutto l’ambiente, è esserne consapevoli e far tesoro di ogni indicazione, di ogni esperienza. Bisogna fare gruppo. Bisogna risollevarsi. Bisogna gestire le emozioni, sia quelle positive che quelle negative. —
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