La Spal cerca energia per ricaricarsi. Il Sassuolo è l’occasione che serve
Si gioca al Mazza contro un avversario forte e in forma. Gli stimoli giusti per cancellare Firenze e riprendere il cammino
Dixit Beppe Bergomi, opinionista ed ex calciatore di vasta esperienza: «Il problema delle squadre di provincia, delle “piccole”, è quello di mantenere a lungo l’energia mentale». Ecco, tutto qua: la Spal di sabato a Firenze era scarica. Non per la pancia piena, che di pieno dopo un mese di campionato nulla può esserci. Non perché il gruppo biancazzurro s’è sentito presuntuosamente in grado di giocarsela con la Viola ambendo ai quartieri nobili. I piedi non erano su una mongolfiera tra le nuvole. Semplicemente, la capacità di “ricarica” della truppa estense non è ancora così veloce da saper reggere l’urto di tante sfide ravvicinate ad alto coefficiente emotivo e tecnico.
E non può che essere così. Per quanto la partenza di “Anteseven” e compagni sia stata eccellente, l’obiettivo non muta. E chi punta alla salvezza è soggetto, talvolta, a cadute di tensione se il baratro è lontano. S’è capito in fretta, l’altro giorno in Toscana, che la magnifica e adrenalinica Spal vista dominare l’Atalanta (non certo un team di cartavelina) contro la Fiorentina non era la stessa. Camminava invece di mordere, guardava sfilare il pallone senza andare al contrasto. Era fuori “timing”. Controlli sballati, in ritardo sulle “seconde palle”. Fa parte del percorso di un gruppo: la solidità si raggiunge per gradi. Dalla salvezza conquistata l’anno scorso all’ultima giornata, non si può passare di colpo dal sedersi al tavolo di una borghesia assai selettiva. Vero che dall’ultimo mercato è uscita una squadra rafforzata, ed infatti i punti sono nove e - per ora - la zona bollente è lontana. Poi, si pensi: nonostante la prova sottotono e il controllo del campo della Fiorentina, se la Spal non si fosse fatta clamorosamente male da sola l’intervallo sarebbe terminato in parità. La sfera ciccata incredibilmente da Fares per lo 0-1; l’errore di Antenucci davanti alla porta per il possibile 1-1. La legnosa uscita di Gomis per lo 0-2: se il portiere avesse attaccato il pallone, Milenkovic più che gol avrebbe fatto fallo sul guardiano spallino .
L’importante, adesso, sarà rigenerarsi. Il match col Sassuolo è tosto ed impervio, il rivale stimola sete di riscatto e voglia del colpo. Però, attenzione. Il difensore sassuolese Ferrari ha segnato due reti ed entrambe di testa. Già ferita da Nkoulou del Torino e da Milenkovic sulle palle alte, la truppa estense dovrà rapidamente trovare la contraerea per arginare. Lo schieramento a zona sovente presta il fianco ai colpi di saltatori che partono dal limite dell’area ed arrivano in corsa. Nessuno prende in consegna nessuno e si rischia la zampata altrui. In vista di Sampdoria, Inter e Roma i ragazzi in maglia Spal, con l’aiuto del Mazza, giovedì sera non possono sprecare la chance. Sarebbe altro fieno in cascina. —
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