«Complimenti meritati ma serve attenzione: la seconda stagione è sempre la più difficile»
IL COLLOQUIO«Ho un buon ricordo di Ferrara e dei suoi abitanti, molto attaccati alla squadra e soprattutto ai ragazzi del vivaio - confessa Alessandro Scanziani, allenatore spallino nella stagione...
IL COLLOQUIO
«Ho un buon ricordo di Ferrara e dei suoi abitanti, molto attaccati alla squadra e soprattutto ai ragazzi del vivaio - confessa Alessandro Scanziani, allenatore spallino nella stagione 2000/2001 –. Sono contento per il buon inizio di stagione della Spal, a cui faccio i complimenti anche per il campionato scorso. Bisogna prestare attenzione, però, la storia degli ultimi anni lo insegna. Delle tre squadre che salgono, due poi retrocedono e capita che la terza scenda l’anno successivo. Il secondo anno è sempre il più pericoloso. Ci si sente più sicuri, si crede che sia più facile e si fanno meno sacrifici. Quindi sempre al 100 per 100, sotto tutti i punti di vista. Ottima la partenza con tre vittorie (Bologna, Parma e Atalanta) e due sconfitte (Torino e Fiorentina) nelle prime 5 giornate di campionato. Di più non si poteva fare a Torino. Difficile dire cosa non ha funzionato contro i viola. Forse la Fiorentina stessa, che ho appena visto a Genova con la Sampdoria e mi ha impressionato per tutto il primo tempo, sa stare in campo, ha discrete qualità tecniche, e molto entusiasmo. Quindi ci può stare di perdere a Firenze, più per merito degli avversari che per demeriti propri».
Spendiamo due parole su mister Semplici: «È l'uomo giusto al posto giusto. Sta facendo un bel lavoro alla Spal. Conosce i calciatori, la società e tutto l’ambiente, quindi sa già come fare e cosa dire. Importante è dargli credito e la possibilità di decidere. Cosa che non sempre succede nelle società».
Domani, nel turno infrasettimanale, la Spal affronterà il Sassuolo in un attesissimo derby: «Credo che i neroverdi siano migliorati nell’organico rispetto allo scorso campionato. Sono partiti molto bene, quindi hanno una grande fiducia in loro stessi. De Zerbi, pur essendo molto giovane, sta dimostrando di essere un ottimo tecnico, le sue squadre giocano un buon calcio, sfruttando le caratteristiche individuali e collettive. Iniziano l’azione sempre dal basso, con i difensori che partecipano alla manovra, questo significa anche una sicurezza nei loro mezzi tecnici e tattici. Un po’ rischioso in certe situazioni e contro avversari molto aggressivi. Ma evidentemente il loro allenatore preferisce correre alcuni rischi ma essere protagonista del possesso palla».
Dulcis in fundo un salto nel passato, quali ricordi la legano alla Spal? «Il primo non è positivo: un esonero. Per un allenatore è sempre un momento negativo, sia dal punto di vista della carriera, che umano. Ti senti un fallito. Ho commesso un errore, tra i tanti, quello di aver accettato che la squadra non la facessi io. In ritiro mentre conoscevo i calciatori nuovi mi rendevo conto che c’erano dei problemi, ma mi assicuravano che era per la preparazione dura a cui non erano abituati, ma che sarebbero migliorati strada facendo. Mi sono fidato. Con la testa di adesso non avrei accettato ad occhi chiusi la rosa, ma avrei cercato di imporre qualche giocatore migliore e che conoscevo. Quando ci siamo incontrati per discutere se credevo ancora nelle qualità della rosa, ho fatto notare ciò che a mio parere mancava. Circa 4-5 giocatori, almeno uno per reparto, che potessero dare un grande contributo per migliorarla. Non mi hanno ascoltato e quindi esonerato. Alla riapertura del mercato hanno acquistato 5 giocatori e terminato il campionato a metà classifica…». —
Valentina Cristiani
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
