Italvolley, riparte il Mondiale Zaytsev: «Contro la Serbia vogliamo che sia una bolgia»
TORINONel rush finale dei Mondiali, a Torino, il primo ostacolo alle 21.15 sulla strada dell'Italia è la Serbia della vecchia conoscenza Nikola Grbic. Il PalaAlpitour si preannuncia gremito in tutti...
TORINO
Nel rush finale dei Mondiali, a Torino, il primo ostacolo alle 21.15 sulla strada dell'Italia è la Serbia della vecchia conoscenza Nikola Grbic. Il PalaAlpitour si preannuncia gremito in tutti e 12.100 i posti. «Siamo concentrati sulla Serbia, contro una nazionale molto forte e in grande crescita - il pensiero del ct Blengini -. Il cammino è stato positivo ma dall'inizio ci siamo promessi di non guardare indietro e non lo faremo di sicuro ora: dobbiamo riposarci, allenarci e preparare nel modo migliore una partita difficile. Poi penseremo alla Polonia». Un girone, quello degli azzurri, che metterà di fronte la squadra campione del Mondo in carica, la Polonia, e una delle più floride scuole di volley al mondo: «In molti hanno sottolineato la qualità della Russia, ma la Serbia l'ha battuta. Sono squadre di qualità, piace fare una scala di valori, ma credo che non sia possibile. Le partite hanno una loro storia, le squadre sono di altissima qualità».
Un concetto, l'equilibrio che regna sovrano nel volley mondiale, sottolineato anche da Nikola Grbic, grandissimo palleggiatore ora ct serbo: «Se voglio vincere i mondiali non devo guardare in faccia a nessuno, non mi interessa chi affronto per prima - il ragionamento dell'allenatore serbo -. Abbiamo maggiore convinzione, il percorso fatto ci ha aiutato dal punto di vista emotivo». La differenza potrà farla il giocare in casa, avere la maggioranza del pubblico dalla propria parte, specialmente quando ti chiami Ivan Zaytsev: «Al PalaAlpitour chiediamo di diventare una bolgia, un piccolo inferno per i nostri avversari e di far capire chi è il padrone di casa - la richiesta del capitano azzurro -. Il supporto dei tifosi ci ha aiutato molto e ci servirà più che mai. Le avversarie nel girone sono forti, la Serbia arriva in grande crescita ed è molto sicura di sé. La Polonia ha fatto più fatica nella seconda fase ma ha imparato dai propri errori ed è meritatamente tra le migliori al mondo». —
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