Cori nella sconfitta: la passione spallina non finisce mai
La Curva Ovest e gran parte dello stadio incitano la squadra anche sullo 0-2. Bruciano l'occasione mancata da Felipe e il gol annullato a Simic
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FERRARA. Dopo la magica serata del match con l’Atalanta e dopo la brutta trasferta di Firenze, la Spal e il suo immancabile popolo sono tornati al “Mazza”. La dolce casa biancazzurra si è popolata quasi a ridosso del match, visto l’importate traffico registrato nelle vie attorno alla città. A Ferrara la serata è freschina, ma ancora piuttosto gradevole: d’altronde è appena iniziato l’autunno. Il sole tramonta riflettendosi sui grattacieli della vicina stazione ferroviaria, le bandiere sventolano e, in attesa delle due squadre, la Curva Ovest ricorda Federico Aldrovandi con un coro.
IL SALUTO ALL’EX
Nel frattempo entrano nel settore ospiti anche i circa trecento tifosi neroverdi del Sassuolo, che si accomodano qua e là senza dare alcun segno di compattezza nelle nuove sedute dell’impianto di corso Piave. Gli stessi, espongono uno striscione di saluto all’ex Simone Missiroli, una sorta di bandiera della società del patron Squinzi. Sciarpata e colori al cielo, invece, arrivano dal settore più caldo del tifo biancazzurro, che si scatena per tutti i primi minuti sulle note di “La nostra fede è grande come il sole...”. Poi una bella ripetuta con il “Noi siamo la Curva Ovest”. Tante mani al cielo, tanto calore e decibel provenienti anche dalla sempre gremita zona Est.
L’URLO STROZZATO
In campo la contesa stenta a decollare: il Sassuolo nei primi minuti mette qualche brivido al popolo di casa, ma il vero urlo del gol rimane strozzato proprio nella gola dei tifosi estensi al minuto 18, quando Felipe non trasforma una ghiottissima occasione sottoporta. L’ambiente si scalda, anche per qualche fischio di Abbattista ritenuto errato, l’arbitro pugliese si prende i classici “complimenti”. Dopo la mezzora il Sassuolo si fa più volte pericoloso: il tifo di casa capisce il momento e prova a scuotere i ragazzi con un “Forza Spal”. Il copione, però, non cambia e tra l’incitamento costante della Ovest si arriva all’intervallo. Durante la sosta la gente disquisisce di quanto visto nei primi 45’, altri indirizzano lo sguardo verso la tribuna centrale per scorgere qualche personaggio noto. No, brutta notizia: Melissa Satta e Federica Nargi (mogli di Kevin Prince Boateng e Alessandro Matri) non sembrano essere presenti. C’è Arrigo Sacchi.
LA DELUSIONE
Nella ripresa la Spal attacca sotto il feudo dei propri sostenitori, che incendiano l’ambiente a ogni discesa (13. 945 i presenti), ma ancora una volta la liberazione del gol (di Simic) viene cancellata dalla sbandierata dell’assistente. È invece regolare la rete del Sassuolo al quarto d’ora: a far festa sono i pochi del settore ospiti. La tifoseria invita la Spal a non mollare, ci sono comunque gli applausi al momento delle sostituzioni, ma le conclusioni degli uomini di Semplici non risultano precise e i palloni regalati al pubblico sono diversi. Il Sassuolo nel finale raddoppia: alcuni abbandonano lo stadio prima del triplice fischio, ma nel cuore della Curva si continua a cantare. —
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