Semplici scaccia la delusione «La squadra c’è»
Il mister fiuta l’aria e allontana le eventuali critiche che ritiene eccessive Fino ad ora il percorso della sua Spal lo convince: l’unico traguardo è la salvezza
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Leo, rosso in volto e con un tocco di sana delusione, annusa l’aria e mette le mani avanti: «Sono contento del percorso che la Spal ha fatto fino a questo momento». Semplici, il Leo di cui sopra, è ovviamente l’allenatore della pattuglia biancazzurra e - dopo aver smorzato in passato un filino di euforia eccessiva per le prime gloriose quattro giornate di campionato - adesso si adopera per evitare che cali l’ombra di una preoccupazione controproducente. Due sconfitte di fila, differrenti nella genesi. Spal non pervenuta sabato scorso a Firenze, presente a se stessa ieri. Però in difficoltà contro un Sassuolo eccellente in personalità, palleggio, costruzione e capacità difensiva. Diciamo che tra le due sorprese che hanno fatto capolino tra le big (Juve e Napoli), il Sassuolo può legittimamente nutrire ambizioni. La Spal guarda alla salvezza.
Ecco perché Semplici cerca di tenere la palla della critica fuori dall’area: «Per sessanta minuti ho visto una buona Spal - spiega -: che ha fatto quello che doveva contro un Sassuolo costruito per stare in alto. È stata una partita equilibrata, sapendo che chi avrebbe segnato per primo probabilmente avrebbe vinto. Il nostro gol è stato annullato e non commento: anche se forse era più in fuorigioco Petagna che Simic che ha realizzato. Poco dopo, la rete l’abbiamo subita noi; dopo ci sta che nel prosieguo della gara si sia concesso anche qualche contropiede».
Lunedì viaggio a Genova, sponda Sampdoria. Il cammino si imbrusca. Semplici sospira: «Rispetto all’anno scorso siamo cresciuti in valori e mentalità. Ora il nostro compito è dare continuità al processo di miglioramento. Sabato scorso abbiamo offerto una brutta prestazione e non ce l’aspettavamo. Contro il Sassuolo siamo stati “dentro” la partita, sempre. La mentalità è l’aspetto determinante, dobbiamo lavorare per il nostro obiettivo». Mantenere la categoria, rimane sottinteso. Mister Easy amplia la riflessione: «Piano piano, col lavoro quotidiano, cerco di fare crescere tutti per poter poi scegliere di volta in volta l’undici migliore possibile. Anche col Sassuolo, finché la partita è rimasta in pareggio, abbiamo creato i presupposti per passare in vantaggio. Abbiamo tenuto bene in difesa. Diciamo solo che, in certe situazioni, magari serve più cattiveria». Diciamo il Simic non impeccabile su Babacar in occasione del colpo vincente di Adjapong... «Simic era stato ritenuto il migliore a Firenze. Quindi... In generale, tutti devono avere la reazione giusta quando si va sotto. Ho cambiato due giocatori rispetto alle altre formazioni (Simici Valdifiori; ndr) perché ho una rosa valida e un po’ alla volta va sfruttata. Devo portare tutti in condizione».
Aria di festa chiaramente in casa Sassuolo, anche se il trainer De Zerbi non esagera nei toni. Incassa i complimenti composto e saggio: «La mia soddisfazione grande è avere visto giocare così bene ragazzi che finora avevano avuto un minutaggio inferiore. Che erano un po’ indietro. Hanno risposto tutti alla grande. La cartolina che ci portiamo dietro da Ferrara è lo spirito messo in mostra da Matri: è entrato con umiltà e decisione. Dopo un ottimo primo tempo siamo stati efficaci pure nella ripresa. La squadra s’è anche divertita e questo è fondamentale. Il talento in questo Sassuolo non manca, io cerco di fare meno danni possibili per far rendere al meglio tutta la qualità che la società mi ha messo a disposizione». —
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