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Dopo sei giornate di campionato e due sconfitte consecutive è arrivato il momento di attingere alle risorse finora poco utilizzate 

Mister Semplici adesso deve aprire la cassaforte Costa e Paloschi sono l’oro da spendere

Alessio Duatti
Mister Semplici adesso deve aprire la cassaforte Costa e Paloschi sono l’oro da spendere

l’analisiLa percezione, dall’esterno, è che in determinati ruoli del campo la Spal necessiti di pedine e forze fresche. Chiaramente non buttate sul rettangolo verde per caso, ma sfruttando proprio...

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l’analisi

La percezione, dall’esterno, è che in determinati ruoli del campo la Spal necessiti di pedine e forze fresche. Chiaramente non buttate sul rettangolo verde per caso, ma sfruttando proprio coloro che i meccanismi richiesti da mister Semplici li conoscono da più tempo rispetto ai nuovi. Qualche esempio? Le idee generali sono specificatamente due: Filippo Costa e Alberto Paloschi.

pollice alto

Nessuna sentenza definitiva, nessuna bocciatura finale – ci mancherebbe, non siamo neanche in ottobre -, ma il Fares visto fino a questo momento ha convinto davvero poco o nulla. Negli occhi c’è l’immagine del pollice alto soltanto rispetto alla sua prestazione contro l’Atalanta, ma per il resto il calciatore ex Hellas Verona sta vistosamente faticando e non poco. Qualche cross degno di nota, ma anche tanta confusione al momento della scelta finale e poca lucidità nella costruzione delle galoppate offensive. Per non parlare degli evidenti limiti in zona arretrata, dove Fares rimane spesso troppo largo rispetto al terzo centrale di difesa e dove errori tecnici come quello di Firenze - che purtroppo possono capitare - pesano come macigni in una categoria capace di sentenziare in un attimo come la serie A. Per tutti questi motivi, i soli nove minuti più recupero collezionati su quella fascia mancina da parte di Pippo Costa sono sembrati fino a questo momento davvero troppo pochi.

il gufetto

Il “gufetto” biancazzurro si è gustato la vittoria dei suoi compagni contro il Bologna dalla panchina, è entrato (bene) per la manciata appena citata nella vittoria sul Parma, ma poi è tornato a sedersi consecutivamente contro Torino, Atalanta, Fiorentina e Sassuolo. Un suo prossimo impiego a Genova va messo nel conto, anche in virtù del bel finale di scorsa stagione che l’ esterno classe 1995 aveva messo in mostra, dando proprio l’impressione di buona affidabilità. Non può di certo esser felice del suo personale minutaggio anche Alberto Paloschi, giocatore e ragazzo che vive e si nutre di motivazioni. Anche in virtù di questo sarebbe utile tentare di sprigionare tutta la sua rabbia sportiva già dal prossimo impegno in terra ligure. Anche il numero 43 biancazzurro ha veramente assaggiato il campo col contagocce: zero minuti nelle due partite di Bologna, circa un quarto d’ora nel vano e confusionario assalto finale di Torino in compagnia dei compagni di reparto, altra panchina contro l’Atalanta e le due decine di minuti con Fiorentina e Sassuolo.

appesantito

Nel pacchetto attaccanti Andrea Petagna è apparso piuttosto appesantito e poco lucido nei movimenti. Anche qui, la parentesi blucerchiata nel posticipo di lunedì sera, potrebbe essere l’occasione per rivedere la coppia che l’anno scorso era sostanzialmente considerata come titolare. Con Antenucci pronto a costruire e con “Paloschino” voglioso di buttarla dentro a suo modo. Se la rosa biancazzurra è davvero più competitiva rispetto alla scorsa stagione, sta arrivando il momento di dimostrarlo.—

Alessio Duatti

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