Spal illusa dalla Dea, il Sassuolo è realtà. La salvezza rimane il vero obiettivo
La brillante vittoria con l’Atalanta ridimensionata da Fiorentina e neroverdi. Il calendario si inasprisce e Kurtic è ko
FERRARA. La Dea aveva abbagliato, probabilmente illuso molti. Tanti. Dopo avere intascato dividendi esaltanti con Bologna e Parma, il debutto nel nuovo Mazza con una prova così scintillante contro la quotata Atalanta era parsa il viatico definitivo: Spal pronta per una stagione serena. Poi, invece, ecco una fiorentina rimasta sullo stomaco e una piastrella finita su un piede. Due ko severi, nel punteggio e nel gioco. Il post Sassuolo ha forse lasciato più amaro di quanto avrebbe dovuto, con il fardello dell’infortunio di Kurtic (gomito rotto).
Se davvero si ritiene la Spal all’altezza delle rivelazioni della stagione, di quelle squadre che stanno tra la quinta e l’ottava posizione, è chiaro che la caduta col Sassuolo ha alzato un filo di polvere. Da qui, la riflessione del presidente Mattioli: «Mi ero illuso che si potesse fare un campionato più tranquillo». Ma se il cammino biancazzurro si riconduce su sentieri più pragmatici, va capita l’analisi di mister Semplici del dopo partita. Artatamente forzata proprio per evitare delusioni e tensioni eccessive: «Per un’ora ho visto una buona squadra, che ha fatto quello che doveva». E in effetti, ragionando in “piccolo”, la Spal ha retto (a volte soffrendo, altre alzando la testa) contro una formazione decisamente più forte. Il Sassuolo sì che può ambire all’Europa League, la Spal semmai può battersi per quello che abbiamo sempre ritenuto il possibile approdo: rimanere un paio di gradini sopra la zona retrocessione, appena dietro realtà consolidate come Atalanta, Sampdoria, Torino. Battendosi per stare alla pari o davanti a Udinese, Cagliari - al limite - Genoa. Competere per un traguardo del genere significa comunque soffrire, perché se il calendario si inasprisce (e per gli estensi adesso accadrà) e gli episodi ti tirano contro si possono vivere settimane tremende. L’anno scorso l’ambiente lo sapeva e ha retto, quest’anno cambierà poco. Basta averlo ben chiaro in mente. Poi, a proposito di episodi: pur in una gara controvento, se Felipe nel primo tempo avesse segnato chissà. Se il gol di Simic non fosse stato viziato dal fuorigioco di Petagna, hai visto mai. Si era 0-0.
Di certo, sul piano del gioco, a Firenze e col Sassuolo la Spal ha faticato. Perdendo anche una certa impermeabilità difensiva. E da questo punto di vista è parsa strana la rinuncia a Cionek: contro un Sassuolo di piedi veloci sulle corsie, la scelta Simic non è parsa proprio il massimo. Così come insistere su Fares non dà la sensazione di essere il meglio in questa congiuntura. E davanti, vista la fase di calo che attraversa Petagna, forse la vivacità di Paloschi può aiutare. Intanto Kurtic è fuori per infortunio, a Genova dovrebbe toccare ad Everton Luiz. C’è da fare quadrato per mantenere il piccolo malloppo che tiene a distanza la zona rossa. —
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