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Paganini, l’aquila sta prendendo il volo: «La mia chance da un video su Twitter»

Dario Cavaliere
Paganini, l’aquila sta prendendo il volo: «La mia chance da un video su Twitter»

Il diciassettenne ferrarese è in Canada per giocare con la maglia dei Knights: un’high school dell’Ontario

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FERRARA. “Time to fly” il motto delle Aquile è stato creato proprio da Gabriele Paganini, classe 2001, uno dei migliori prospetti giovanili del football. Il ferrarese dal mese scorso è volato in Canada per frequentare una high school e, naturalmente, giocare a football. E’ il quarto “Duca” che prova il sogno americano dopo Edoardo Cioni, Marco Taddia e Kevin Cavazzini. Una dimostrazione più che evidente di quanto sia florido il vivaio della formazione estense. Alla tradizione si abbina lo sguardo al futuro. Paganini è capace di giocare con uguale profitto su entrambi i lati della linea di scrimmage e che nonostante la giovanissima età ha già una notevole esperienza sui campi da football. Dopo il viatico della vittoria dello scudetto Under 13 di flag nel 2014, ha successivamente fatto parte del team di flag campione d’Europa Under 15, conquistando altri due titoli nell’Under 17 e quindi il campionato Under 16 di tackle.

Paganini, dai senior delle Aquile all’avventura oltreoceano...

«Avevo postato un video con i miei highlight del campionato Under 16 su Twitter e dopo poche ore sono stato contattato da un reclutatore dei RCC Knights, squadra della scuola St. Catharines situata in Ontario, vicino al confine con gli Usa, dove si svolge tutto il campionato. Abbiamo portato avanti una trattativa per qualche settimana e adesso sono qui. È stato incredibile».

Cosa deve affrontare?

«La giornata tipo è quella classica delle scuole sportive. Sveglia alle sette e mezza, colazione e scuola. Dopo pranzo ancora un’ora di lezione poi due o tre ore di allenamento in campo. Sala pesi due giorni a settimana, ma io mi alleno anche di più perché voglio sfruttare questa opportunità al massimo».

Come sono andate le prime partite?

«Per me le cose vanno sempre meglio: gioco come runningback e corro 5–10 portate per partita, oltre a essere impiegato negli special teams. Piano piano ho conquistato sempre più spazio e fiducia da parte dei coach. Punto a migliorare sempre di più e sento che ce la farò. Qui i ragazzi non giocano solo per divertimento, sono “affamati” perché sperano che il football diventi una professione. Da qui le differenze negli allenamenti e nel modo di vivere il football. Io spero di ricevere una offerta per restare. Se non dovesse arrivare vorrei comunque tornare qui tra due anni e competere per una offerta da un college».

E Ferrara?

«Mi manca casa, la famiglia, la ragazza e mi manca tanto anche la mia squadra ovviamente. Tutti i miei compagni, con i quali sono cresciuto al Mike Wyatt Field. Spero si allenino forte perché mi hanno promesso la finale Under 19. Io ci conto». —

Dario Cavaliere

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