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È la meglio gioventù la forza Kleb

Mauro Cavina
È la meglio gioventù la forza Kleb

Società all’esordio, coach giovane e squadra con tanti baby Un cammino che però si affida al talento di Hall e Swann

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Nello sport non c’è mai una stagione uguale all’altra. E quella che sta per iniziare sarà una stagione “meno” uguale delle altre per il Kleb Basket. Sarà la quarta consecutiva in A2 e ben la diciottesima nel secondo campionato nazionale da quando, negli anni Ottanta, il basket di alto livello è arrivato in città. Ma sarà anche la prima da presidente per Francesco D’Auria, imprenditore bolognese di origini partenopee arrivato all’ombra del castello Estense in punta di piedi dopo il settennato di Fabio Bulgarelli, con la volontà di creare un nuovo ciclo. Dopo che il suo predecessore l’ha portata fino ai playoff promozione.

il più giovane

A trentaquattro anni sarà uno dei presidenti più giovani del campionato assieme al coetaneo Andrea Bonacina, confermato in panchina come capo allenatore e fulcro del nuovo progetto, che ha costruito la squadra assieme al direttore sportivo Alessandro Pasi. Il presidente, seppur da novizio, ha idee chiare, volontà ed entusiasmo per lavorare sia all’interno del rettangolo di gioco che fuori, tra palasport e città, gettando benzina su una passione che non è mai mancata. Farlo non sarà semplice, in una stagione in cui, sui due gironi, ci saranno sì tre promozioni, ma anche cinque retrocessioni, e dove non mancheranno sfide all’ultimo canestro. Ma D’Auria cerca di infondere positività e ottimismo, oltre che serenità.

la filosofia

Sul campo è stata scelta una filosofia ben precisa: due americani importanti, qualche italiano affidabile e largo ai giovani. La conferma di Mike Hall, che per due stagioni (Biella e Ferrara) è stato il miglior straniero del campionato, è stata un segnale forte. In campo l’americano di Chicago fa ancora la differenza, tra genio e sregolatezza, e mettergli a fianco un giocatore affidabile come Isaiah Swann (33 anni) è stata una scelta giusta. Già in precampionato la coppia a stelle e strisce ha dimostrato di avere in mano le redini della squadra. Sotto canestro Fantoni e Molinaro (che esce dalla panchina) sono una sicurezza, mentre sarà un bella sfida (soprattutto fisica) vedere Panni come titolare in cabina di regia. Per restare sempre in tema di sfide ci si aspetta l’esplosione di De Zardo, pure nello starting five, assieme ad un manipolo di rampolli come Zampini e Barbon. Insomma, sarà una stagione da giocare ventre a terra e coltello tra i denti, ma durante la quale si andrà alla caccia di qualche prezioso diamante, sapendo che il futuro non dovrebbe essere un’incognita. —

Mauro Cavina

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