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«La Spal adesso sa che c’è da pedalare. E con l’Inter può ribaltare i pronostici»

Paolo Negri
«La Spal adesso sa che c’è da pedalare. E con l’Inter può ribaltare i pronostici»

L’ex Bergossi: l’ottimo inizio ha forse fatto pensare che potessero esserci meno difficoltà, ora c’è coscienza della realtà

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FERRARA. Mai come quest’anno, probabilmente, la Spal è stata ed è sotto la lente d’ingrandimento di tutti gli addetti ai lavori. Non per un discorso di simpatia, ma di reale valutazione dell’impatto dei biancazzurri, dell’analisi delle loro potenzialità, delle prospettive. Tra gli osservatori più acuti c’è sicuramente Alberto Bergossi, ex attaccante spallino, affermato procuratore, molto attento alle cose ferraresi: «Sono preparato e aggiornato», scherza lui. Non c’erano dubbi. Bergossi ha seguito anche le ultime prove con Sassuolo e Sampdoria, la sua analisi del momento è questa: «L’inizio di campionato, notevolmente al di sopra delle aspettative almeno come risultati, ha forse accresciuto le pretese di molti, ma ritengo che si dovesse sapere che la Spal non avrebbe potuto continuare a quel ritmo, tre vittorie in quattro gare».

Il Bergossi-pensiero, sui contenuti della stagione biancazzurra, si traduce così: «Credo che il campionato della Spal debba essere improntato ad un obiettivo molto semplice: fare un po’ meglio della scorsa stagione. Capisco l’entusiasmo per lo stadio nuovo, la passione della città. Ma ritengo che se la Spal conquisterà 1 punto in più rispetto al campionato passato, allora avrà fatto per intero il proprio dovere». Timori in chiave salvezza? Bergossi non ne ha: «La Spal ha tutto per restare in categoria, e lo farà. Consideriamo anche il budget, uno dei più ridotti della serie A. Ma è giusto, si fa il passo lungo come la gamba. A livello societario la Spal è gestita perfettamente».

Aspettative, dicevamo. Bergossi non alza troppo l’asticella. Non in questo momento: «Sì, da qualche giocatore ci si può forse attendere qualcosa in più, ma è presto per fare i conti. E non ci si deve nemmeno preoccupare se il filotto negativo venisse incrementato». Già, perchè dopo tre ko ora c’è l’Inter, e poi la Roma all’Olimpico. Non una sciocchezza. «Cinque sconfitte di fila - sottolinea Bergossi - non sarebbero un bel segnale, ma il gruppo dopo l’esperienza dell’anno scorso sa soffrire. Allenatore e giocatori hanno un bagaglio più ampio, idem la società. Tutti saprebbero affrontare le difficoltà. In ogni caso, sul lungo periodo non ci saranno patemi».

E allora sotto con l’Inter. Margini di sorpresa? «I nerazzurri affronteranno la Spal dopo la serata di Champions di ieri, ma il loro organico è talmente importante... per caratteristiche l’Inter non verrà a Ferrara per imporre la gara, è soprattutto una squadra fisica. Ovvio che il pronostico è tutto a favore dei nerazzurri, ma non è la prima volta che la Spal dimostra di saper ribaltare le previsioni». Per farlo, però, bisognerà invertire la tendenza delle ultime partite: «Forse l’ottima partenza aveva fatto pensare che potessero esserci meno difficoltà, e da ciò la recente involuzione. Ammesso che tutto si possa spiegare così, la Spal non persevererà in tale inconscio atteggiamento. Come organico è superiore rispetto alla scorsa stagione e ora c’è anche la consapevolezza che i voli pindarici non sono ammessi: se qualcuno li ha fatti, adesso sa che c’è da pedalare». E il “Mazza” è pronto a ruggire: «A Ferrara il pubblico può essere davvero il 12º uomo. L’effetto dello stadio potrà fruttare qualche punto in più». —


 

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