Ricordiamoci di Teramo nel 2015 Ecco perché Semplici va ascoltato
IL PUNTOLo ammettiamo. Delle dichiarazioni rese da mister Semplici dopo le ultime due sconfitte, quella interna con il Sassuolo e l’altra di lunedì sera a Genova con la Samp, abbiamo condiviso poco o...
IL PUNTO
Lo ammettiamo. Delle dichiarazioni rese da mister Semplici dopo le ultime due sconfitte, quella interna con il Sassuolo e l’altra di lunedì sera a Genova con la Samp, abbiamo condiviso poco o nulla.
opinioni
Nel senso che al cospetto dei neroverdi non abbiamo notato la prova «che bisognava fare» descritta dal tecnico, e non crediamo nemmeno che quella con la Samp sia stata «la miglior partita stagionale della Spal». O, almeno, l’occhio del profano non ha avuto queste percezioni.
Significa nulla. Il concetto è un altro. Bisogna ascoltare Semplici, seguire le sue indicazioni, fidarsi della sua analisi. Che può avere un qualcosa di volutamente non veritiero in toto, di strategico, atto a togliere eventuali pressioni dal groppone della squadra; ma che sicuramente contiene anche sottolineature frutto di attente osservazioni. E ciò ci porta al passato. All’1 marzo del 2015: Teramo-Spal 1-1, campionato di Lega Pro. Una gara che ci sembrò orribile, il punto per certi versi più basso - come prestazione - della Spal che Semplici aveva preso in mano da due mesi e mezzo e che stava faticosamente cercando di rimettere in carreggiata. Un match - quello in Abruzzo - salvato, a livello di risultato, dal rigore a tempo scaduto di Fioretti. Eppure, nel post-partita, Semplici dichiarò, tra le altre cose: «Spero che dopo questa partita il campionato della Spal possa cambiare».
Aveva ragione lui. In pieno. Da lì in avanti, un pareggio, otto vittorie consecutive, un pareggio ed un altro successo. Grande rimonta, 4º posto finale a 2 punti dal clamoroso piazzamento play off. In sintesi: gettate le basi della cavalcata vincente delle stagioni successive.
analisi pertinente
Come dire che il tecnico aveva visto giusto, aveva colto i segnali più veritieri. Ecco perchè in questo momento ha rilevanza assai relativa il come ognuno di noi possa interpretare il momento spallino, le ultime tre sconfitte di fila, il tenore delle prestazioni con Fiorentina, Sassuolo e Sampdoria. Non significa che non si debba avere un’opinione, proporre un’analisi critica, nutrire impressioni, alimentare idee. Significa solo che l’esperienza insegna, che bisogna farne tesoro, ricordare da dove si viene e non dimenticare mai che nessuno meglio dell’allenatore può avere il reale polso della squadra, capirne gli umori, le dinamiche, le problematiche, le positività, i margini di crescita, le possibilità, le prospettive.
Bisogna quindi seguire mister Semplici nelle sue disquisizioni. E, in virtù dei loro contenuti, nutrire l’auspicio di notare già domenica sera contro l’Inter un accentuarsi dei segnali inviati da Marassi. —
P.N.
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