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Servirebbe uno scalpo nobile per certificare il salto

Il lusso di battere una big. È quanto vorrebbe concedersi la Spal. Magari proprio domani sera al cospetto dell’Inter. L’ultimo successo sui nerazzurri risale alla notte dei tempi. Era il campionato...

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Il lusso di battere una big. È quanto vorrebbe concedersi la Spal. Magari proprio domani sera al cospetto dell’Inter.

L’ultimo successo sui nerazzurri risale alla notte dei tempi. Era il campionato 1961/62, i biancazzurri si imposero 1-0 contro una squadra che schierava Buffon e Guarneri, Suarez e Corso, oltre ad una pletora di ex spallini: Picchi, Balleri, Morbello. Gol subitaneo (di Mencacci), poi tanta corsa e tanta difesa. Era la Spal garibaldina. Non sarebbe male rinverdire quel trionfo. Non tanto, o non solo, per una questione di prestigio, e per riscrivere la storia. Quanto per certificare un ulteriore salto di qualità rispetto alla scorsa stagione.

La massima espressione della Spal 2017/2018, di ritorno in serie A, è stata rappresentata dai pareggi interni contro Inter (vedi...) e Juventus. Ciò in riferimento alle partite con gli squadroni tradizionali. E la gara di domani rappresenta la prima sfida stagionale ad una grande. La tempistica, a priori, non è ideale: la Spal in termini di risultati sta vivendo il suo peggior momento; l’Inter, per contro, attraversa il suo periodo migliore. Dimenticate, da parte nerazzurra, le turbolenze iniziali, i singhiozzi, la sconfitta interna col neo-promosso Parma.

Ecco, uno si dice: se c’è riuscito il Parma, oltretutto a San Siro, perchè non la Spal?

Momenti diversi, dettaglio non da poco. Insomma, non è solo una questione di disparità di forze: quella, sulla gara secca, si può colmare.

La Spal ci proverà. Per riuscirci servirà una prova top, a tutti i livelli. Dopo l’ottimo avvio (tre vittorie a fronte dell’immeritato ko di Torino, secondo posto, miglior difesa europea, porta inviolata in tre gare) c’è stata questa flessione, con tre sconfitte di fila e 7 gol sul groppone. Lo si potrebbe spiegare come un calo fisiologico, dettato da vari motivi. A Genova con la Samp si sono notati segnali di ripresa, passo e ritmi diversi. Con l’Inter servirà di più, è inevitabile. I nerazzurri, tra l’altro, imporranno un duello estremamente fisico, in tal senso esprimono strapotenza. La Spal proverà a giocarsela. Con intelligenza.

Non è gara che vale doppio. Partita da 3 punti esattamente come tutte le altre. Ma va rifiutata l’idea di partire battuti, di dire - in caso di ko - ma sì, vabbè, si è perso con l’Inter, ci sta...

Per carità, ci sta sì. Però cosa c’è di più bello dell’alzare l’asticella delle ambizioni, della sfida? Tutto deve essere una continua ricerca del miglioramento. Collettivo, individuale, di risultati. Offrirsi uno scalpo nobile consentirebbe l’uscita dall’attuale mini-tunnel dei risultati negativi, sarebbe iniezione di fiducia di proporzioni equine, certificherebbe la raggiunta capacità della Spal di reggere l’urto con e delle big, e di centrare un’impresa. Niente di meglio. —

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