La Spal torna operaia in cerca dell’impresa. Arriva l’Inter grandi firme e in piena salute
Alle 20.30 turno affascinante ma duro: biancazzurri contro una big rilanciata da 5 vittorie tra Champions e campionato
FERRARA. Tre, in teoria, sarebbe il numero perfetto. Poi scopri che l’angolazione da cui guardi, posa una luce diversa sul concetto. Tre sono le sconfitte consecutive della Spal (Fiorentina, Sassuolo e Sampdoria) che hanno un po’ sgonfiato l’eccellente partenza di campionato: il tris vittorioso nei primi quattro match. Attenzione, “sgonfiato” ma non smontato la credibilità dei biancazzurri. Tre, invece, i successi di fila in campionato dell’Inter (Sampdoria, Fiorentina e Cagliari) cui vanno aggiunti i due colpi in Champions con Tottenham e Psv Eindhoven. Anzi, proprio la coppa ha rivitalizzato un ambiente che si stava incartando. Sstasera (ore 20.30) al Mazza tira aria di grande sfida, ma affrontata da mondi opposti. Il momento di ridimensionamento della Spal è stato, parallelamente, quello della rinascita nerazzurra: 22 settembre.
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Se questa partitissima si fosse giocata un mese fa, paradossalmente, sarebbe stata la Spal ad approcciarla col vento in poppa. Quella meravigliosa performance con l’Atalanta sembrava il simbolo di una forza Erculea che, invece, ancora non c’è nella testa e nella fisicità biancazzurra. Quella fu una serata magica, simbolica: si inaugurava il nuovo Mazza e il firmamento mise una buona parola affinché tutto fosse perfetto. Poi è subentrato il lato oscuro della luna, the dark side of the moon. Il cielo s’è riallineato secondo i pronostici. Mister Semplici ha perso Kurtic per infortunio, la retroguardia s’è permessa amnesie di antico conio. Il centrocampo ha smarrito un filino di precisione tecnica e di grinta. A Genova, contro la Sampdoria, troppa “luce” tra le linee. Stasera ci si attende il rientro di Antenucci, forse col “pard” Petagna che c’è da fare a sportellate contro Skriniar e De Vrij e troppi pesi leggeri (“Anteseven” e Paloschi) non aiuterebbero. Rientra Vicari, probabile la conferma di Costa. E in mezzo necessitano la gamba e l’ordine di Missiroli, più che la generosa anarchia di Everton Luiz.
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L’Inter, si diceva, è tornata a recitare da protagonista come suggerisce la rosa a disposizione di Spalletti. Il turnover è poi un piacere, piuttosto che un rischio: Keita e Candreva per far rifiatare Politano e Perisic sono comunque tanta roba. Pare, poi, che il tecnico nerazzurrio intenda far debuttare Vrsaljko per D’Ambrosio. L’Inter si sente protetta da una retroguardia che è la seconda del campionato 5 reti incassate, solo la Samp con 4 ha fatto meglio) e davanti può scatenare i garretti potenti di Nainggolan e l’implacabilità di Icardi. Insomma, per la Spal è lecito appiccicare la parola “impresa” associata alla voglia di andare a punti. Perché i nerazzurri sono anche psicologicamente al top. Durerà? Spalletti ci gioca sornione: «Se la mentalità vincente è a pelle o sottopelle lo vedremo. Se andrà via con la doccia...». La Spal prepara sapone abrasivo. —
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