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Per coach Bonacina è un’iniezione di fiducia 

Il bicchiere mezzo pieno «Potevamo affondare invece siamo rientrati»

Lorenzo Montanari

interviste«Abbiamo venduto cara la pelle». Ha perfettamente ragione il patron biancazzurro Francesco D’Auria, a cui fa seguito coach Andrea Bonacina: «Abbiamo subìto 29 punti nei primi 10’, 47 nei...

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«Abbiamo venduto cara la pelle». Ha perfettamente ragione il patron biancazzurro Francesco D’Auria, a cui fa seguito coach Andrea Bonacina: «Abbiamo subìto 29 punti nei primi 10’, 47 nei restanti 30’, ciò deve costituire una chance per vincere il match: non ci siamo riusciti, ma non ci siamo andati troppo lontani. Swann in un paio di frangenti ha avuto la palla per mettere avanti il naso».

Che insegnamenti da questa gara? «Uno riguarda l’approccio, non possiamo partire soft, anche a livello di malizia. L’altro insegnamento è che i dettagli fanno la differenza, quando vuoi vincere in campi come questi un tagliafuori che costa tre punti di Alviti conta, è mancata nei momenti chiave un po’ di lucidità, sono molto contento della reazione emotiva della squadra; andati a -17 saremmo potuti affondare, invece siamo rientrati in gara. I leader? Swann ha tirato male e su Hall Treviso ha difeso bene. De Zardo ha pagato l’emozione del ritorno a casa, dopo si è rifatto; i nostri giovani non possono partire pigri. Vendere cara la pelle non porta punti in classifica, abbiamo perso, ma è una buona iniezione di fiducia. I play? Da Panni mi aspetto di più, Zampini ha offerto un’ottima prova in cabina di regia. Non mi preoccupa la diffusione del playmaking in sé, da Panni mi aspetto di più in termini di personalità in campo e come gestione della squadra. Non è assolutamente un problema, la prossima sfida con Moreno lo rivitalizzerà».

Fra i migliori Federico Zampini: «Siamo partiti benissimo - dice -, dopodiché bravi loro con il controbreak. Alla fine è mancata un po’ di esperienza. Abbiamo comunque disputato un’ottima gara, contro una corazzata; ora lavoriamo sulla continuità, di gruppo e personale». —

Lorenzo Montanari

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