La Spal a un passo dall’impresa, ma l’Inter ha Icardi
Grande prova dei biancazzurri, ben superiori ai blasonati avversari ma sfortunati. Antenucci sbaglia un rigore, Paloschi segna l’1-1, poi l’argentino gela il Mazza
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FERRARA. Internazionale, giù il sipario. A Ferrara chiude il Festival, al “Mazza” si impongono i nerazzurri. Immeritatamente. L’ottima Spal di ieri sera, tornata a livelli apprezzabili, avrebbe meritato molto di più. Mole e qualità di gioco infinitamente superiori a quelle dell’Inter. Come le conclusioni. A fronte di un rigore fallito e di un bombardamento spallino, alla squadra di Spalletti è bastato un tiro e mezzo per vincere. Biancazzurri al quarto ko di fila.
Spal schierata con Djourou in difesa centrale e Valoti mezz’ala, preferiti a Vicari ed Everton. Rispetto a Genova rientrano Fares terzino sinistro e Antenucci in attacco al fianco di Petagna. L’Inter è quella annunciata, con l’eccezione di Perisic: niente turn over per il croato, al suo posto a sinistra, con Keita inserito sì ma per giocare a destra (turno di riposo a Politano, ed il prescelto non è Candreva). Gara equilibrata, molto più di quanto potrebbe far supporre - a priori - il teorico divario di valori. Peccato che la Spal si incarti in un fin troppo insistito ed elaborato palleggio difensivo in fase d’uscita, finendo col rischiare e/o perdere palla. Ciò toglie sicurezze, l’Inter butta qualche pallone in area e sullo scolastico cross di Vrsaljko i biancazzurri si addormentano: testa di Icardi, mano di Djourou, Gomis battuto. Che sia gol o autogol, la sostanza non cambia. Lì, comunque, la Spal dà il meglio. La reazione è immediata ed apprezzabilissima. In pochi minuti succede di tutto. Handanovic nega l’1-1 a Petagna.
Felipe induce il connazionale Miranda al fallo da rigore, ma dal dischetto Antenucci calcia inopinatamente fuori. Poi è Valoti a vedere il proprio controbalzo deviato in angolo. La Spal non è nemmeno fortunata. Deve insistere, correre, pressare, infilarsi. Perchè la mediana interista è una lumaca e la difesa tutto tranne che sicura, con Miranda l’ombra del Miranda che fu. Imbarazzante, come la sudditanza della terna nei confronti di Spalletti (che si permette, impunito, di fare il dittatore a bordo campo) e dei suoi. Gli è che la Spal tende a pause e sonnellini, l’ennesimo quando Cionek fa il frittatone ma per fortuna Gomis rimedia. Più tardi il polacco si riscatta salvando sulla linea. Ma il pareggio ci starebbe, Felipe e l’ottimo Valoti se lo vedono negare.
Nella ripresa Spal subito arrembante. Ma l’Inter, dalla incredibile pochezza di gioco, spezza il ritmo, commette parecchi falli, e l’arbitro riesce anche nell’impresa di fermare un contropiede spallino per accordare una punizione pregressa: chirurgico, eh? Poi mettiamoci l’incredibile erroraccio di Petagna da due passi, a rete sguarnita. È un assedio. Il pari sarebbe sacrosanto: Spal dieci volte superiore all’Inter. Entra Paloschi per Antenucci. Mossa vincente, il 43 esalta la folla con il gol del meritatissimo pareggio. Ma nel calcio non c’è giustizia. Se poi si vacilla... L’Inter passa a un disperato 4-2-4, Icardi tocca il secondo pallone della sua gara e lo trasforma in rete. La Spal ci prova, senza esito. Peccato. —
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