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L’Inter certifica che la Spal è sulla via giusta Ma va ritrovata l’iniziale solidità difensiva

Paolo Negri
L’Inter certifica che la Spal è sulla via giusta Ma va ritrovata l’iniziale solidità difensiva

Ritmo, qualità, occasioni: contro i nerazzurri confermati i progressi di Genova. Però 9 gol subìti in 4 gare non vanno bene

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Se fai una grande partita, domini l’Inter, crei tante occasioni da gol, vedi Antenucci sbagliare un rigore e Handanovic compiere almeno due o tre parate decisive ma alla fine perdi, allora vuol dire che... così non va bene.



La Spal deve dolersi per l’1-2 di domenica sera al cospetto dei nerazzurri. Che, sostanzialmente, si sono imposti grazie ad un portiere che para ed a un centravanti (Icardi, claro) che fa gol: tutto il resto, in casa Inter, è noia. Il rammarico, per i biancazzurri, deriva proprio dal fatto che il tenore della prova fornita non è bastato per portare a casa il risultato ed interrompere la serie negativa, salita a 4 sconfitte di fila. Un ko, quello con l’Inter, maturato a causa di due errori difensivi: se davanti hai Pincopalla la fai franca; se c’è Icardi vieni castigato. Campanello d’allarme. È stridente il contrasto tra la tenuta difensiva della Spal nelle prime quattro giornate (1 gol al passivo, tre gare chiuse con la porta inviolata) e quella nelle ultime quattro: 9 reti subìte, un’esagerazione (3 a Firenze, 2 consecutivamente con Sassuolo, Sampdoria e Inter). Va posto rimedio, rapidamente, a tale preoccupante involuzione. Altrimenti si rischia di vanificare quanto di buono viene fatto.

Già perchè contro l’Inter si è avuta conferma dei progressi già mostrati a Genova con la Sampdoria. Spal in palla, aggressiva, con ottimo passo, bel ritmo, azioni ficcanti, pericolosità offensiva, diverse occasioni da gol. Una Spal nettamente superiore all’Inter, per cifra e qualità di gioco, per capacità di inaridire l’avversario. Qualche pecca c’è stata: i citati errori difensivi, l’eccessiva ricerca del fraseggio stretto in fase di uscita (con qualche pallone perso e conseguenti rischi), una concretezza offensiva non sempre all’altezza, come testimoniato dal rigore fallito da Antenucci e dall’occasionissima clamorosamente sbagliata da Petagna. Ma globalmente è stata un’ottima Spal, non certo fortunata, meritevole di ben altro risultato finale.



I consensi sono stati unanimi. Anche a livello nazionale. Per citare solo due esempi, domenica in diretta Sky sono arrivati gli sperticati elogi di Lele Adani, che ha parlato di Spal superiore all’Inter e di non ricordare una provinciale in grado di giocare così bene. Quanto all’ex nazionale Fulvio Collovati, ieri ha affermato che «in tanti si chiedono perché Lazzari sia stato convocato in Nazionale: la gara di ieri sera (domenica, con l’Inter; ndr) dovrebbe spingerci a domandarci perché non sia stato confermato. Straripante sulla fascia, ha surclassato un veterano come Asamoah».

In sintesi. Si è rivista la Spal che aveva asfaltato l’Atalanta. Dopo i passaggi a vuoto con Fiorentina a Sassuolo, ed i progressi mostrati a Marassi, l’Inter ha detto che i biancazzurri sono sulla strada giusta. Una consapevolezza che deve dare forza e fiducia. Bisogna insistere, correggendo i difetti già citati. —



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