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«La Bondi può giocarsela con qualsiasi avversario E adesso tocca a Cento»

Lorenzo Montanari
«La Bondi può giocarsela con qualsiasi avversario E adesso tocca a Cento»

Capitan Fantoni fra la sconfitta a Treviso e il match di domenica a Ferrara «Loro si nascondono e parlano di salvezza, ma hanno un roster da playoff»

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FERRARA

Uno che ha calcato i campi più caldi dello Stivale non ha paura di niente. Capitan Tommaso Fantoni è carico. A Treviso, domenica scorsa, la sua Bondi è uscita sconfitta, ma non travolta. E in casa biancazzurra si guarda il bicchiere mezzo pieno, invista del derby di domenica pomeriggio, quando a Ferrara arriverà la Baltur Cento.

Fantoni, a Treviso avete venduto cara la pelle.

«Dico che era il momento giusto per affrontare la De’ Longhi – le parole del numero 8 del Kleb –, che comunque resta una compagine molto lunga e forte, ancora in rodaggio e che deve ancora trovare le giuste gerarchie. Da quel punto di vista, affrontarla domenica scorsa è stato perfetto».

C’è un altro punto di vista?

«Il bicchiere mezzo pieno è che onestamente non mi aspettavo una partita da parte nostra di questo tipo».

Dopo essere partiti alla grande, siete arrivati fino a -17.

«Ecco, in quel momento potevamo mollare i remi e continuare a gestire il match in quel modo».

E invece?

«Siamo ritornati sotto, abbiamo sbagliato con Swann il tiro del sorpasso. Siamo una squadra che raramente molla, stiamo costruendo la nostra identità attraverso l’aggressività, la voglia e la fame: questo dev’essere un punto di forza da parte nostra».

Aumentando le rotazioni e trovando continuità maggiore, le cose non potranno che migliorare.

«Al momento non voglio fare il lavoro del coach, non è facile gestire una squadra più lunga rispetto a una squadra con sette elementi che devono giocare. Allungando le rotazioni, c’è la parte positiva e quella negativa della questione. È una decisione del coach Bonacina capire quando inserire chi domenica non è entrato, ma che durante l’intero pre-campionato ha fatto la sua figura. Ognuno di noi dev’essere pronto a dare il 110% in ogni momento. Chi entra in campo dev’essere affamato».

Domenica ci sarà Bondi-Baltur. Derby sentitissimo. Che gara prevede?

«Dal canto mio spenderò questa settimana nel dire ai miei compagni che per noi quella contro Cento sarà una gara normalissima. Non voglio che i ragazzi abbiano già cominciato a giocarla a livello mentale, anche perché arriveremmo a domenica distrutti. Ho giocato moltissimi derby e sono sicuro che le sfide fra Barcellona Pozzo di Gotto e Capo d’Orlando battono tutti i derby d’Italia. Ferrara-Cento resta una gara sentita nell’ambiente, dal canto nostro vogliamo fare bottino pieno, cosa che pure Cento vorrà fare. Spero che la lezione di Treviso sia servita per dare il massimo e per far capire che giocare contro di noi non è facile per niente».

Parliamo della Baltur?

«È stata costruita per fare i play off: si nascondono dietro la salvezza, ma neanche loro ci credono. Punta ai playoff e vuole fare una bellissima figura al debutto in A2. Mays e White sono americani fortissimi, che già hanno dimostrato di saper giocare molto bene. I due americani sono i giocatori su cui puntare il mirino. La cornice attorno non è di quelle dell’Ikea, ma è una cornice barocca, da Moreno, Reati e Chiumenti, continuando con l’importanza dei giocatori dalla panca: Ba può dare dei minuti di qualità alla causa biancorossa. Squadra che può arrivare ai playoff, ma noi non possiamo permetterci ulteriori passi falsi».

Ha parlato di Moreno. Come lo accoglierà?

«Beh, fuori dal campo è un amico, al momento della palla a due è un avversario, contro cui non ci saranno più riserve. Fuori dal campo baci e abbracci, dentro il parquet sarà un’altra storia».

Come si batte la Baltur?

«Abbiamo appena cominciato a studiarla, ma, anche se avessi saputo come batterla, beh, non l’avrei certo detto.... Scherzi a parte, dovremo mettere dei sassolini nei loro ingranaggi ed essere bravi in difesa. Così, solamente così, possiamo avere chance di superare la Baltur». —

Lorenzo Montanari

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