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Quel tiro da 3 di Carchia a fil di sirena che affondò la Sinteco nei playoff

Giuseppe Celeghini
Quel tiro da 3 di Carchia a fil di sirena che affondò la Sinteco nei playoff

Gara tre dei quarti di finale 18 anni fa ebbe un epilogo clamoroso: l’esterno centese ancora era a 0/7 dall’arco L’anno dopo la rinvincita

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FERRARA

Sono trascorsi ormai 18 anni, ma il primo pensiero che torna in mente alla voce derby tra Ferrara e Cento è il canestro da tre punti di Carchia che decise la straordinaria sfida playoff della stagione 1999/2000. Era una Sinteco grandi firme, con Ebeling e Calbini, guidata in panchina da Di Vincenzo, che si classificò ovviamente prima nella regular season. La Benedetto, invece, i playoff li guadagnò sul filo di lana, classificandosi in ottava posizione. Piazzamenti che regalarono il derby fratricida subito, in un quarto di finale infuocato.

Due sfide punto a punto, una vittoria casalinga a testa e, quindi, esito rinviato alla terza, decisiva sfida. In un palasport stracolmo si presenta in campo una Benedetto XIV, con tutti i giocatori con i capelli biondo platino, segno di compattezza e unione d’intenti; Ferrara, però, è troppo navigata per farsi impressionare. La battaglia scorre via intensa e combattuta, con la Sinteco sempre avanti, anche se con margini risicati. A 1’0” dalla fine è 69-67 Ferrara.

L’ultimo possesso, però, è per Cento, con il play Sabatini che a una manciata di secondi dalla sirena tenta l’azione personale: palla persa e sfera nelle mani di capitan Ebeling, che, invece di congelare il gioco, tenta il servizio immediato per Biganzoli. L’arancia viene intercettata dal biancorosso Pezzin, rimbalza tra un braccio e l’altro come una pallina di un flipper impazzita, senza che nessuno riesca a catturarla. I secondi scorrono e quando il cronometro dice che ne manca appena uno alla sirena, la palla arriva del tutto casualmente fra le mani di Cristiano Carchia posizionato sull’arco da tre punti. Sospensione e ciuff...

Ferrara fuori e Cento avanti tra il tripudio dei propri sostenitori. Il destino, però, regalò alla Benedetto XIV lo stesso identico crudele epilogo pochi giorni dopo. Infatti, i biancorossi, dopo aver superato in scioltezza Treviglio in semifinale, si giocarono la serie A in finale contro Scafati. Anche qui una vittoria per parte e spareggio decisivo in Campania contro un’avversaria ridotta ai minimi termini causa infortuni. A Cento, dopo essere stata in vantaggio anche di 13 lunghezze, toccò la stessa crudele sorte: due tiri liberi concretizzati da Bonaiuti a una manciata di secondi dal termine che regalarono il +3 a Di Monte e compagni, e un piede e mezzo in serie A; ma la cocente beffa della bomba da distanza siderale allo scadere dell’ultimo secondo dell’infortunato Pierfilippo Rossi, play successivamente approdato a Ferrara, portando la gara al supplementare, vinto agevolmente da Scafati sulle ali dell’entusiasmo.

La Sinteco si prese la rivincita la stagione successiva, quando le due rivali s’incontrarono nuovamente nello spareggio che valeva ancora la promozione, ma questa volta Ebeling e compagni, nella terza e determinante sfida, dopo aver effettuato lo strappo decisivo in avvio di ripresa con tre bombe consecutive di Biganzoli, misero al sicuro il punteggio per non rischiare brutte sorprese. Per Cento fu la seconda delle quattro finali perse, per Ferrara il ritorno in A2. —

Giuseppe Celeghini

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