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«Alla Spal manca solo un po’ d’equilibrio A fare la differenza può essere solo Semplici»

Sergio Armanino
«Alla Spal manca solo un po’ d’equilibrio A fare la differenza può essere solo Semplici»

In vista della trasferta a Roma parla il doppio ex Cristian Servidei: l’obiettivo è la crescita e la strada è quella giusta

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FERRARA

Quando si avvicina la trasferta a Roma, sponda giallorossa, il pensiero va subito a Cristian Servidei. Il doppio ex per eccellenza, romagnolo trapiantato a Ferrara, città che ha scelto per viverci quando ha chiuso la sua bella carriera sul rettangolo verde. Difensore vecchio stampo, abituato a giocare “a uomo”, Servidei continua a seguire il campionato e il mondo del pallone con sguardo attento e competente, che sa guardare oltre, più avanti.

Servidei, sta seguendo la Spal?

«Ho visto le partite con il Bologna e con l’Inter in televisione, quella con il Sassuolo allo stadio e vedere il “Mazza” mi ha ripagato il prezzo del biglietto: è veramente meraviglioso».

E la Spal come l’ha vista?

«Bene. Ha mantenuto il suo gioco, le sue caratteristiche, unione d’intenti e modulo di Semplici sono la loro forza. Non ci sono prime donne, la squadra è più consapevole dei propri mezzi e si è adattata alla categoria. Se analizzo solo la prova con il Sassuolo... magari non è proprio così, però».

È stata la partita del turnover, forse è arrivato con una partita di ritardo?

«Il problema è che c’è altalena di risultati. Magari infili un filotto buono, poi inanelli sconfitte di fila: ci vuole un po’ più di equilibrio, anche se poi è vero che ci sono squadre al di fuori della tua portata, in questa fase Inter e Roma, però un po’ di equilibrio bisogna trovarlo: la società vuole crescere, anche quest’anno lo può fare, piazzandosi fra il 10º e 13º posto... I filotti stonano, anche se alla fine i punti alla fine sono gli stessi. Ma questo lo dico nell’ottica di andare a migliorarsi. Dal punto di vista delle aspettative, siamo già oltre e dobbiamo solo ringraziare la società. Però, mi pare che la società voglia progredire, allora quella è la strada».

Prossimo avversario la “sua” Roma all’Olimpico...

«Non la sto seguendo. Ero contento l’anno scorso per Di Francesco, ma quest’anno non ho visto nemmeno una partita. Spero che continui con lui, è intelligente, competente, vuole migliorarsi. Come mister Semplici. Poi, sono sempre i punti e la classifica a dettare legge, a decidere il futuro: questo loro lo sanno molto bene».

Allora torniamo alla Spal e parliamo di difesa, il “suo” reparto. È partita benissimo e poi?

«Soprattutto nella Spal, rispetto ad altre squadre, il gioco sia difensivo che offensivo riguarda tutti gli undici in campo: ci vogliono accortezza ed equilibrio. Ne fai quattro e prendi un solo gol e poi le seguenti quattro ne prendi nove: non eri bravissimo prima, anche se i numeri dicevano che eri la difesa meno perforata d’Europa, non sei scarso adesso, ma bisogna migliorarsi, anche in questo. Bisogna essere un po’ più maturi. Ma, insisto, il discorso riguarda tutta la squadra, come non c’entra il fatto che Vicari non ci fosse: sono tutti sullo stesso livello in squadre di questa fascia».

Quindi, a Roma l’assenza di Felipe non potrà essere un alibi.

«Sì, non può pesare, come non devono farlo le eventuali assenze di uno Schiattarella a centrocanpo o di Antenucci in attacco: fuori hai comunque gente che ha già esperienza di campionati in A, se non c’è Fares c’è Costa, se non c’è Kurtic c’è Valoti. Poi, capitano le partite come con il Sassuolo e magari Valdifiori al debutto da titolare lo ha pagato di più. Ma a livello tecnico e tattico i giocatori a disposizione si equivalgono. Ci può essere l’eccezione, magari se ti viene a mancare il bomber in un periodo in cui segna tanto, può pesare di più. Ma La forza della Spal è il gioco di Semplici, più dei singoli».

Che però, alla fine, contano. Prendiamo gli attaccanti: Antenucci che sbaglia un rigore, Petagna che fa solo i gol dell’ex all’Atalanta, Paloschi che entra e segna ma il risultato non gira a favore...

«La Spal ha preso un Petagna per tante caratteristiche, ma non per avere da lui molti gol. È forte fisicamente, è giovane, gli piace per mille altre cose. È nella sua media, quanto a gol segnati. Poi, che potesse dare di più, che si è mangiato un gol grande come una casa contro l’Inter, glielo si può anche contestare, però non altro... Handanovic gli ha parato quel colpo di testa... Con Sassuolo e Bologna non è che abbia sbagliato gol.... L’importante è che faccia il lavoro che gli richiede il mister e manifesti le qualità per le quali la Spal lo ha comprato... Poi, arriverà anche l’annata in cui farà il botto, ma per il momento non è questo».

La Spal ha di fronte un “pacchetto” di quattro gare, due trasferte a Roma, alternate dalle gare casalinghe con Frosinone e Cagliari: quale obiettivo deve porsi?

«Il girone d’andata si vive senza fare programmi, ma alla giornata, si mettono punti in cascina. La Spal lo ha già fatto, ora deve puntare a trovare equilibrio e continuità: due squadre più scarse già ci sono, manca la terza e non dev’essere la Spal, ma ha tutte le carte in regola per non essere risucchiata con quelle. Deve migliorarsi. In questi anni allenatore e società hanno dimostrato di avere cultura calcistica da dare alla squadra». —



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