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Hall il pifferaio magico: il baby Kleb lo segue

Marco Nagliati
Hall il pifferaio magico: il baby Kleb lo segue

È il leader emotivo e tecnico affiancato da Fantoni Mike: «Atmosfera straordinaria e ottimo lavoro di squadra»

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Quando non si scherza più, basta guardare Hall. Domenica, durante il riscaldamento Bondi pre derby con Cento, “Magic Mike” aveva la faccia dei giorni ispirati. Poche smorfie, nessun atteggiamento istrionico nei confronti del pubblico. «Ho nuove magie per i bambini» raccontava in agosto presentando la nuova stagione. L’altro giorno non era partita da circo. Hall sentiva l’appuntamento personale e capiva il momento delicato del Kleb. Battuto a Treviso nonostante un atteggiamento da “hombre vertical” da parte di tutti. Davanti una sfida complessa che, se persa, avrebbe creato evidenti difficoltà psicologiche. E poi, Hall aveva nella sua testa il duello personale con satanasso White: serio candidato a insidiargli lo scettro di re della serie A2. Ecco, Mike è entrato nel derby a gamba tesa: concentrato e motivato. Per sé e per il gruppo. A fine partita ha esternato la sua soddisfazione con un post liberatorio: “Atmosfera straordinaria, grazie al nostro pubblico per l’amore. Ottimo lavoro di squadra”. Innegabile che le fortune della Bondi, leggi salvezza, quest’anno passino dal fortino di casa.



I tremila di domenica sono affluenza non costantemente ripetibile, ma un lavoro societario di semina e la combattività della squadra di coach Bonacina possono migliorare i numeri dello scorso campionato. Peraltro culminato nei playoff, giusto per rammentarlo. Quest’anno sarà bene viaggiare con basso profilo, perché nel roster ci sono tanti giovani che hanno preso il posto di vari senior: vedi Moreno e Cortese. Si annusa aria di crescita interessante nel cortile biancazzurro, consci che gli scossoni potranno essere all’ordine del giorno. Ma è tra le mura amiche che si possono assumere antibiotici fondamentali. A livello di anticorpi e autostima il successo con Cento ha un evidente valore doppio. Intanto perché colto contro una rivale con cui inevitabilmente si dovrà fare i conti per tutta la stagione a livello di opinione pubblica; poi per avere ripreso il match quando sul “-14” del 29’ tutto pareva definirsi in batosta. Ed è accaduto l’impensabile: che gli esperti di Cento hanno perso la maniglia del duello, mentre i giovani di Ferrara (Zampini e Barbon, ma bene pure De Zardo) hanno evitato di uscire dal seminato. Mostrando gambe salde.



Qui va marcata una differenza. Mike Hall sa elevare il rendimento di chi gli sta al fianco, gioca per la squadra. Va a rimbalzo e passa. Guida la difesa. Coadiuvato da un Fantoni che spreme basket duro ad altissimo livello. Così anche Swann, fuori giri nel secondo e terzo parziale, nel finale ha ritrovato lucidità optando per scelte eccellenti: ha smesso di intestardirsi in un tiro da tre che non entrava, andando dritto al ferro e prendendosi tiri liberi vitali. La Bondi è team che è in cerca di identità, epperò ha due leader: Hall e Fantoni.



La Baltur a sua volta deve conoscersi, creare gerarchie non solo di blasone ma di parquet. White è un fuoriclasse assoluto, però a differenza di Hall ha dato la sensazione di mettersi sovente in proprio senza guardare eccessivamente ai compagni. È un totem che, ancora, non funge da guida. Paradossalmente avere nel roster parecchi marpioni della pallacanestro rende più laborioso il processo di leadership. I giovani del Kleb assecondano Hall come un messia, ai vari Chiumenti, Reati, Moreno e Benfatto vanno invece posti argomenti di granito. Anche per questo nelle battute finali di domenica sulla sponda centese sono prevalsi personalismi, mortificando un gioco d’assieme che nella fase centrale del duello era stato magnifico. Fa parte di un comprensibile processo di crescita, complicato in casa Baltur dai tanti infortuni che ne hanno condizionato precampionato e avvio ufficiale di stagione. Il derby, pur gettato alle ortiche, ha suggerito ad ogni modo buone pagine di lettura ai biancorossi. La rosa è stata ben costruita e se i giovani Ba e Pasqualin si adatteranno in fretta alla fisicità e alle malizie della A2, il traguardo salvezza/playoff è ampiamente alla portata. La Bondi ha qualche rischio in più da correre, probabilmente. Bonacina ha mostrato il coraggio che dovrà avere spesso, gettando nella mischia tanti baby col punteggio aperto. È necessario proseguire così, attingendo a tanta pazienza. È poi indispensabile che si innalzi l’impatto di Panni sul gioco e in difesa, così come Molinaro ha l’obbligo di smettere i panni della promessa che non matura. È un senior, l’unico che sale dalla panchina. In area serve come il pane. —



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