La Baltur mastica amaro Vittoria gettata ma la qualità non manca
Moreno s’è perso nelle battute finali però non ha sbagliato solo lui
cento
Uscire sconfitti in un derby può capitare anche perché è noto come questo genere di sfide tendano a sfuggire ad ogni pronostico. Spesso i livelli si appiattiscono, in virtù di particolari motivazioni di chi almeno sulla carta appare sfavorito. Però ciò che brucia e genera amarezza in casa Baltur è la sensazione di aver gettato alle ortiche la vittoria.
killer instinct
Essere avanti di quattordici lunghezze ad una manciata di secondi dallo scadere del terzo periodo, con la netta sensazione di aver il totale controllo dell’inerzia della gara, significa, inconsciamente, iniziare a preparare i festeggiamenti. Invece no. Alla Baltur manca ancora la capacità di chiudere le partite quando sembrano in pugno. È possibile che il regista designato Moreno, dopo aver disputato una prestazione maiuscola per lunghi tratti della contesa, con leadership e personalità in ogni frangente, abbia voluto imprimere il suo marchio assoluto – in qualità di ex –, sulla vittoria eccedendo in personalismi. Iniziative che oltre a non andare a buon fine hanno rischiato di mettere fuori giri le altre bocche da fuoco centesi. Difficile, e non corretto, dare la colpa ad un solo capro espiatorio, come sentenziava con arguzia coach Benedetto a fine gara: «E se fossero stati gli altri a non proporsi nelle fasi più calde della gara? Se nessuno cerca il pallone, in questo caso il playmaker va giustificato».
stella designata
James White, stella designata della Baltur, nonostante la prestazione positiva è parso affaticato nel finale di gara. Privo probabilmente di quella energia necessaria per proporsi e decidere i minuti finali del derby. È possibile, anzi probabile, che il problema principale si emerso impietoso proprio in questo sentito derby. Ovvero la sfortunata perdurante assenza di Michele Benfatto. Se nella scorsa stagione la Baltur è stata capace di compiere un’impresa straordinaria nel riuscire a centrare l’obiettivo senza il suo totem sotto le plance, nella categoria superiore il conto si sta presentando decisamente più salato. Poter contare sul capitano – come potrà finalmente accadere a breve –, avrebbe consentito le necessarie rotazioni che avrebbero permesso soprattutto allo stoico Chiumenti di non disputare i momenti decisivi del match gravato di quattro falli; oltre che rifiatare e di poter difendere duro sulle entrate di Swann anche nelle ultime decisive giocate della guardia estense. Non va neppure gettata la croce adosso ai giovani Pasqualin e Ba. Il passaggio di categoria non è uno scherzo. Va dato loro il tempo di prendere le misure al nuovo campionato, allungando così una rotazione che al momento sembra deficitaria ed è anche causa delle pause che affliggono la Baltur nel momento di mordere in modo letale la partita. —
Giuseppe Celeghini
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