Spal concentrata fino all’ultimo istante. Con la Roma si decide nei 10 minuti finali
Ben 9 gare su 10 dei giallorossi risolte in extremis. La squadra di Semplici quindi dovrà stare saldamente in partita
FERRARA. Quando, una vita calcistica fa o giù di lì, Gianni Minà volò a Rio per realizzare un mitico reportage su Zico e Socrates, ebbe la ventura di vivere un pre-partita nel ventre del Maracanà. Tra cavi, telecamere, microfoni, reporter più o meno ufficiali ed umanità varia, urlò all’orecchio di Socrates: «Ma come fai a concentrarti con una confusione del genere? » Risposta del Dottore: «Perché, per giocare a calcio serve concentrazione? »
Rimonte fatte e subìte
Ecco, per il nulla che conta la pensiamo come il compianto Socrates. Tant’è, il football di oggidì ha le sue esigenze – ben precise – e tra queste la concentrazione pare requisito indispensabile. Dunque, la Spal sabato all’Olimpico dovrà sfoderarne dosi industriali, giacché l’avversario di turno – la Roma – ha una peculiarità: i colpi di coda. Nel senso che tutto, o molto, succede sempre sul finire delle gare dei giallorossi. E, in particolare, negli ultimi dieci minuti. Che si tratti di rimonte, fatte o subìte, scenari del genere si sono registrati ben nove volte su dieci. Una piccola panoramica.
Si comincia dalla 1ª giornata: in casa del Toro, gol-vittoria di Dzeko al 44’del secondo tempo. Turno successivo: il rocambolesco 3-3 in rimonta con l’Atalanta arriva al 37’della ripresa grazie a Manolas. A San Siro la Roma perde contro il Milan incassando la rete di Cutrone (2-1) al 50’(! ) della seconda frazione. Mica finita: col Chievo la gara pare in tasca, ma Stepinski la impatta al 38’. Della ripresa, ovvio. A Madrid la goleada del Real in Champions è suggellata da Mariano al 46’del secondo tempo. Tornando in campionato, il poker al Frosinone è chiuso da Kolarova al 42’, mentre il derby con la Lazio è chiuso da Fazio al 41’: parliamo sempre di secondi tempi, ovvio. Dzeko firma al 47 la sua tripletta al Plzen in Champions, e ancora il bosniaco mette al sicuro il successo di Empoli al 40’.
Margine per colpire
Morale. Nel bene come nel male la Roma regala emozioni sostanzialmente nei minuti di recupero, o giù di lì. L’insegnamento da trarre è duplice: la Spal non potrà mollare mai, nemmeno un attimo, quale che sia il punteggio. Perché in caso contrario può essere punita, mentre – invece – c’è margine per colpire una Roma che qualche oscillazione caratteriale, di attenzione e d’intensità evidentemente ce l’ha. E che potrebbe amplificare quest’ultimo aspetto complice l’eventuale distrazione rappresentata dall’imminente impegno in Champions. Chissà se sarà proprio così. In ogni modo toccherà alla Spal tenere la barra dritta, non peccare, e lottare per tutti i 90 minuti. E oltre, of course. –
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