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Pasetti spiega alla Spal come si fa: «Contro la Roma fiducia e pazienza»

Lorenzo Montanari
Pasetti spiega alla Spal come si fa: «Contro la Roma fiducia e pazienza»

Il difensore era in campo quando nel 1965 venne espugnato l’Olimpico giallorosso. E allenava Petagna

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FERRARA. Dodici settembre 1965, stadio Olimpico di Roma: in campo per la Spal c’erano Bagnoli, Bozzao, Massei, Reja e Capello, in panca Francesco Petagna, nonno dell’attuale biancazzurro Andrea. In campo quel giorno c’era pure Gigi Pasetti e la Spal espugnò l’Olimpico per 2-0, con gol di Muzzio e Massei su rigore. Sabato pomeriggio si giocherà Roma-Spal e ieri pomeriggio Gigi Pasetti ha parlato di ciò che è stato e di quello che sarà.

Gran partenza.

«I biancazzurri sono partiti bene a livello di gioco e occasioni create – dice Pasetti -, ma ricordiamoci sempre che la Spal lotta per salvarsi: bisogna guardarla da quel lato». Pausa. Poi Pasetti spiega: «Non dobbiamo esaltarci se arrivano un paio di successi, allo stesso tempo non dobbiamo abbatterci in caso di un paio di risultati negativi. Abbiamo tempo e dico che la squadra può salvarsi benissimo. Fiducia e pazienza: questa squadra dà fiducia, ci vuole un po’ più di umiltà nel capire chi siamo davvero. Ovvero una squadra che deve lottare. Guardo il bicchiere mezzo pieno…».

Fiducia massima, dunque. «Dico che due squadre, Chievo e Frosinone, sono già retrocesse. Queste due squadre sono meno forti della Spal e hanno già molti meno punti dei biancazzurri».

La corsa

«La Spal deve fare la corsa su “Empoli e Bologna e io credo proprio che i biancazzurri si salveranno». Perché a livello di singoli è migliore di quella dell’anno passato... «Secondo me sì -ha continuato Pasetti -:si è migliorata con Petagna e qualche altro giocatore con esperienza della massima serie. Di conseguenza questo ti porta ad avere fiducia».Sabato, però, c’è un test seveerissimo a Roma contro i giallorossi. «La Spal per fare risultato dovrà giocare come ha fatto contro l’Inter - spiega Pasetti -, con magari un po’ più di attenzione dietro. Sul secondo gol che è stato incassato contro i nerazzurri, beh, non bisogna prendere reti in contropiede. A Roma, se giochi alla pari, perdi. Ci vorranno attenzione e umiltà, giocare corti e, come dice il mister Semplici, giocare a calcio. A Roma siamo andati molti anni fa…».

Anno di grazia

Ecco, anno 1965. Che cosa ricorda? «Ho dato ad Andrea Petagna una foto di quella Spal. Eravamo dalla Fontana di Trevi, c’erano il nonno di Petagna, allenatore di quella squadra, io, Capello, Reja, Bertuccioli, Bruschini e Moretti: cinque giocatori di vent’anni. Vincemmo 2-0, era il primo anno di Serie A, andammo a Roma con la spensieratezza di giocarcela. Ce la facemmo anche se allora non affrontammo la Roma di oggi». Contro attaccanti del calibro di Dzeko e Schick ci vorrà una difesa impenetrabile o quasi. «Bisogna sempre tenere presente chi siamo: non è il metodo che vince, ma i giocatori. Dietro la Spal è abbastanza attenta, anche se a Roma mancherà Felipe, un giocatore che avrebbe dato al reparto difensivo più esperienza e pericolosità di testa». —

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