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E mister Semplici mostra i muscoli: «Spal coraggiosa»

Alessio Duatti
E mister Semplici mostra i muscoli: «Spal coraggiosa»

Il tecnico biancazzurro dopo un inizio sofferto ha cambiato anche modulo: «Ci siamo messi a “quattro”: la squadra ha saputo difendersi e palleggiare»

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ROMA.  Cinquantatré anni dopo la Spal torna a vincere a Roma. Andrea Petagna e Kevin Bonifazi come Enrico Muzzio e Oscar Massei nel campionato 1965-1966. Può esultare mister Leonardo Semplici, felicissimo condottiero biancazzurro come fu in quell’occasione Francesco Petagna, nonno dell’attuale numero 37 spallino. «Abbiamo fatto veramente una bella gara – commenta il tecnico estense –, raccogliendo forse quel qualcosa che avevamo ingiustamente perso nelle precedenti uscite. Sta di fatto che abbiamo portato via tre punti contro una grande squadra come la Roma e per questo faccio i complimenti ai miei ragazzi. Vincere qui significa aver colto un risultato eccezionale per quello che è il nostro percorso: siamo molto felici ma sappiamo che non abbiamo ancora fatto nulla e che la stagione sarà lunga».

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Timorosi. Poi sulla partita: «Siamo partiti troppo timorosi, non facevamo le uscite che avevamo provato, ma mettendoci poi 4-4-2 abbiamo sistemato qualcosa giocando sicuramente meglio grazie ad alcuni punti di riferimento più precisi. La mia squadra – analizza mister Easy - sta dimostrando di sapersi difendere, palleggiare con personalità e avere coraggio. Pensavo di soffrire di più? Dopo i primi minuti sì, ma come ho detto siamo poi stati bravi a limitare le loro giocate mettendo sul campo maggiore intensità e determinazione». Diverse le sorprese proposte dal mister nella formazione iniziale: «Ho fatto diversi cambi. Qualcuno non stava benissimo, altri erano tornati stanchi dalle nazionali e pur inserendo 4-5 elementi nuovi (sono stati sei; ndr) ho avuto ottime risposte. Questo è forse l’aspetto più importante per me e per il mio staff. Do sempre un’occasione ai calciatori: spesso e volentieri ricevo delle belle conferme. La mia Spal – chiude quest’analisi Semplici – palleggia, propone e non pensa a fare solo la fase difensiva. Questi di Roma sono tre punti di vitale importanza che ci devono dare ulteriore autostima e fiducia. Passeremo sicuramente due giorni di riposo assolutamente sereni».

Su Bonifazi: «Non stava bene, ho deciso comunque di rischiarlo e diciamo che è andata bene. Sono molto contento per lui, per la sua prestazione e per il gol». Bene anche Valdifiori e i colleghi di centrocampo: «Ormai come squadra abbiamo meccanismi consolidati. Lui è stato bravo a limitare Lorenzo Pellegrini».

Il portierone. Infine, sulla scelta e sull’espulsione di Milinkovic Savic: «Ha giocato lui perché Gomis è tornato solo giovedì sera dall’Africa ed era stanco. Penso che il rosso sia stato affrettato: aveva il pallone sulla riga della sua area, glien’è arrivato un altro in mano e siccome è bello grosso l’ha scaraventato a cinquanta metri e non a cinque. È giovane, deve migliorare e capire alcune situazioni».

Delusione, of course nella sponda romanista. Ecco mister Eusebio Di Francesco: «Nel primo tempo siamo mancati solo nella qualità dell’ultimo passaggio, ma la mia squadra aveva la partita in mano visto che la Spal non aveva mai calciato in porta. Il gol subito poi ha cambiato la partita e nel secondo tempo siamo stati troppo frenetici e confusionari sopratutto nel non capire che potevamo creare varie situazioni di superiorità vista la loro espulsione. La Spal ha fatto la sua partita, ma noi nel primo tempo non meritavamo di chiudere in svantaggio. Il rigore? Luca Pellegrini è stato un po’ ingenuo, ma non so fino a che punto ci sia stato il contatto con Lazzari. Vado a casa arrabbiato». —

Alessio Duatti

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