Mancini, hai visto Lazzari? Il terzino può tornare in Nazionale il 17 novembre
il puntoUno spettacolo, l’Olimpico giallorosso. Più andava profilandosi la vittoria spallina, sabato, e più tutti quanti (tifosi, opinionisti, giornalisti) gli esponenti di fede giallorossa montavano...
il punto
Uno spettacolo, l’Olimpico giallorosso. Più andava profilandosi la vittoria spallina, sabato, e più tutti quanti (tifosi, opinionisti, giornalisti) gli esponenti di fede giallorossa montavano proteste, riflessioni, contestazioni condite da pittoresche battute in romanesco che davano un tono financo simpatico al pesante clima creato intorno alla Roma.
come kawasaki
Tra le tante, tantissime, colorite espressioni, una - anche sobria - riferita ad uno spallino. Non la sappiamo dire e scrivere appunto in romanesco, ma più o meno suonava così: «Ahò, questo me pare Kawasaki...».
Ai più giovani ricordiamo che Kawasaki è il simbolico e significativo soprannome dato negli anni ’70 a Francesco Rocca, mitico terzino destro della Roma e della Nazionale, celebre per le sue proverbiali sgasate, per le devastanti accelerazioni in fascia. Il riferimento, sabato, era per Lazzari: sembra Kawasaki, cipè sembra Rocca. Complimento non da poco, soprattutto quando fatto da un romanista.
Il laterale spallino ha probabilmente una massa muscolare inferiore a quella di Rocca, ma scatti, velocità, capacità di macinare la fascia sono quelle. E Lazzari sabato ha incantato l’Olimpico. Pubblico e critica. Due esempi. La Repubblica: «Folgore imprendibile per tanti... un apriscatole». La Gazzetta dello Sport: «Meriterebbe una big... La corsa impressiona».
Il terzino della Spal è stato il migliore in campo, per la globalità della prestazione fornita.
meglio della concorrenza
Si dirà: non la prima volta.
Sicuramente. La circostanza assume però ancor più significato perchè Lazzari ha sfoderato tale prova davanti al c.t. Roberto Mancini. Colui il quale lo ha chiamato in Nazionale facendolo debuttare contro il Portogallo, salvo poi non chiamarlo - sorprendentemente - per il recente doppio confronto con Ucraina e Polonia. Mancini sabato all’Olimpico non può non aver colto le proporzioni della prestazione di Lazzari. Ora come ora, chi ci sarebbe meglio di lui per la Nazionale? L’interista D’Ambrosio non crediamo proprio. Zappacosta al Chelsea fa la riserva. Piccini è emerso tra Sporting Portugal e Valencia ma non parliamo di un... Cafù. Quanto al romanista Florenzi, sballottato negli anni da un ruolo all’altro (mezz’ala, ala, terzino...), sabato è parso sperduto nel mezzo dei disastri romanisti.
E allora lanciamo la campagna Lazzari in Nazionale. Non ce ne sarebbe bisogno. Non ce n’è bisogno. Mancini, che di calcio sa, ha visto e annotato tutto. Crediamo che lo spallino potrà fare parte del gruppo che il 17 novembra in San Siro a Milano affronterà il Portogallo nel ritorno di Nations League. —
P.N.
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