Infantino striglia l’Italia: «Basta tutele esterne»
ROMA«Il commissariamento è una cosa solo italiana e dunque basta anomalie, serve una federazione dalla leadership forte». La voce grossa davanti ai 485 delegati della Federcalcio è quella di Gianni...
ROMA
«Il commissariamento è una cosa solo italiana e dunque basta anomalie, serve una federazione dalla leadership forte». La voce grossa davanti ai 485 delegati della Federcalcio è quella di Gianni Infantino, presidente Fifa, italiano ma naturalizzato svizzero, e che proprio per questo forse soffre dei casini intorno al calcio tricolore.
Infantino bacchetta ma vuole anche valorizzare il bicchiere mezzo pieno della fine del commissariamento con l’elezione di Gravina. Già, perché «il commissario è un’anomalia italiana, non esiste nel mondo, è un’assurdità e una sconfitta per il calcio italiano che non lo merita». Parole dure per chi ha governato finora e auspici per chi da domani prenderà il timone. «Quando vengo in Italia mi dicono tutti che ci sono tante cose da fare: bene, iniziamo a farle. Gli stadi si facciano, della giustizia sportiva se ne parla da anni e poi la situazione della Serie B che pare assurda, non so come si sia potuto arrivare a questo», sono i punti dolenti elencati da Infantino.
Ma c’è anche qualcosa di buono nell’Italia del calcio che è stata da subito in prima linea sull’uso del Var: «Quest’anno c'è stato qualche problemino, ma devo fare i complimenti a Nicchi, Rizzoli e agli arbitri italiani. Certo, il Var non è ancora una sicurezza al 100%, ma l’arbitraggio è migliore di due anni fa. Se si continua così, l’Italia può dare lezioni al mondo». —N.C.
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